Il viaggio di Yao Uno straniero in patria cercando le sue radici
Commedia francese di Godeau ambientata nel Senegal Uno straordinario Omar Sy ancora grande protagonista grazie anche a un ragazzino
Straniero in patria o, se preferite, nero fuori e bianco dentro. È la sensazione che percepisce il protagonista del film, attore di successo in Francia che ritorna nel suo paese d’origine, il Senegal, per un tour promozionale del suo libro biografico. Si accorge dello sradicamento subìto incontrando un ragazzino tredicenne che ha fatto un lungo viaggio dal nord del paese africano proprio per incontrarlo visto che lo considera un idolo, un vero esempio da seguire e imitare: un connazionale di cui esserne fieri e magari, chissà, ripercorrerne le gesta.
Un viaggio dell’anima
Ha una grande intensità emotiva questo ultimo film del regista Philippe Godeau che mette in risalto, come capita spesso ultimamente nelle commedie francesi le varie contrapposizioni. D’altra parte il protagonista adulto, è uno straordinario Omar Sy, diventato famoso per “Quasi amici”, il manifesto degli opposti. Quando l’uomo affermato stravolge il suo programma e decide di riaccompagnare a casa il ragazzo intuisce che quella è una vera occasione per cercare di ritrovare e riaffermare le proprie radici. Il ragazzino interpretato da un bravissimo Lionel Louis Basse, è una sorta di voce della coscienza.
Omar Sy d’altro canto si sta specializzando in ruoli sul tema razziale dopo i successi anche di “Mister Chocolat” di Roschdy Zem o “Samba” di Olivier Nakache ed Eric Toledano. Un viaggio che è necessario ripercorrere insieme ai protagonisti per capire meglio il valore dell’accoglienza.
La scheda
Titolo: Il viaggio di Yao. Un film di Philippe Godeau. Con Omar Sy, Lionel Louis Basse, Fatoumata Diawara, Germaine Acogny, Alibeta, Gwendolyn Gourvenec, Abdoulaye Diop. Commedia, durata 103 minuti – Francia, 2018. –
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