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L’Omaggio a Michelangelo «Genio e maestro dell’arte»

Giulia Paratelli
L’Omaggio a Michelangelo «Genio e maestro dell’arte»

Domani a Parole d’autore lo scrittore Strukul presenta il suo ultimo lavoro «Ho scoperto che da 60 anni nessuno scriveva di lui»

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Matteo Strukul presenta il suo romanzo Inquisizione Michelangelo all’interno del festival Parole d’autore (curato da Bruna Coscia), domani sera.

Il romanzo, ambientato nella Roma del 1542, vede un ormai 70enne Michelangelo rinviare da oltre 40 anni la realizzazione della tomba per papa Giulio II. Guidobaldo II, erede dei Della Rovere, non accetterà altre scuse da parte dell’artista. In questo intreccio di politica e arte si insinua anche l’occhio indagatore della Santa Inquisizione, che vede in modo sospetto l’amicizia tra lo scultore e la bellissima Vittoria Colonna. Sospetti sono anche i legami della donna con la setta degli Spirituali.

Cosa ha trovato di affascinante nella figura di Michelangelo? «Era un genio - risponde l’autore padovano -, oltre che un artista eccellente; ci ha lasciato opere importantissime per la storia culturale italiana. Ho notato che l’ultimo libro dedicato a Michelangelo è di Irving Stone, dal titolo Il tormento e l’estasi del 1961. Ho deciso quindi fosse giunto il momento di dar spazio a un autore italiano che, a distanza di quasi 60 anni, parlasse di questo grande maestro dell’arte mondiale».

Dopo i suoi quattro libri sulla dinastia dei Medici ora un altro grande nome della nostra storia... «Scrivendo l’opera sui Medici ho dovuto svolgere tante ricerca storiche che intrecciano un periodo che va dal 1327 al 1642 per poi spostarmi nel ’700 veneziano con un altro romanzo dedicato a Casanova. Non è un caso che le mie opere siano spesso ambientate o nel Rinascimento o nel ’700 veneziano: questi periodi storici sono due età dell’oro dell’Italia e amo ambientare i miei romanzi in questi momenti di prosperità».

Quanto tempo serve per un romanzo storico tra ricerca e scrittura vera e propria? «La risposta può essere molto variabile: quando ho deciso di scrivere dei Medici mi ci vollero quattro anni fra studi, ricerca di eventi storici e stesura dei romanzi. Nel caso di Michelangelo me ne sono bastati due. Ovviamente avere già delle conoscenze approfondite del periodo storico ha aiutato ad accelerare i tempi. In più, bisogna sempre ricordarlo, ambientazione, usi, armi e costumi sono tutti reali, mentre le vicende raccontare ovviamente sono state romanzate per creare l’intreccio giusto». —

Giulia Paratelli

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