“I racconti delle donne” La letteratura è femmina
le storie
La differenza tra donne e uomini merita di essere raccontata. Di più, lo merita l’indicibile fortuna di essere una donna. È questa l’intenzione fiammeggiante di Annalena Benini nel suo nuovo I racconti delle donne (ed. Einaudi), che l’autrice presenterà sabato, alle 18, ospite della libreria Ibs+Libraccio (piazza Trento e Trieste) con la giornalista Riccarda Dalbuoni.
«Non è una dichiarazione di inimicizia verso i maschi e non è una rivendicazione – sostiene la Benini – è solo la constatazione di una differenza sostanziale su cui si fonda sempre lo sguardo, spesso la vita e a volte l’amore». Ha deciso, non a caso, di cominciare a raccogliere voci ed esperienze dall’incontro tra Lily Everit e la signora Dalloway a una festa qualsiasi, dal flusso narrativo con cui Virginia Woolf condannava il viscidume dell’Inghilterra del primo Novecento.
La curatrice vuole mostrare un doppio movimento: «Quello della scrittura e quello della vita, offrendo a chi legge la ricchezza della letteratura e del cambiamento femminile». E lo fa da quando evade la volontà delle donne di riprendersi la propria libertà quotidiana e non nascondersi più.
Le intellettuali chiamate in causa sono tante e toste, da Alice Munro a Valeria Parrella, ma su tutte spicca Natalia Ginzburg, con la quale la Benini condivide talvolta la cattiva abitudine di cadere nel «grande pozzo oscuro», una tremenda malinconia che «forse proviene da una secolare tradizione di soggezione e di schiavitù e che non sarà tanto facile vincere». —
Matteo Bianchi
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