Il progetto Fotodipinta per non dimenticare Sabato apre la mostra dedicata ad Arianna
Viaggi e foto le grandi passioni della donna morta a 39 anni La curatrice Rondina ha coinvolto amici e familiari
Una selezione di scatti tra Giappone, Grecia, Marocco e Perù sarà in mostra alla galleria Cloister (corso Porta Reno 45) da sabato fino al 4 maggio. Autrice del vastissimo repertorio fotografico è Arianna Zamagni, la giovane scomparsa lo scorso 27 dicembre all’età di 39 anni. Una tragedia che colpì la nostra città, con tantissima gente per l’ultimo saluto nella chiesa di Quacchio. Una donna che amava gli altri e lo ha dimostrato sino alla fine, decidendo di donare gli organi a partire dalle cornee, quelle che usava nei suoi viaggi per scegliere l’obiettivo da immortalare con uno scatto.
la mostra
Fotografa per passione, dopo il Liceo classico Ariosto la Zamagni ha conseguito la laurea breve in ortottica lavorando per 13 anni presso uno studio oculistico. «Quando Arianna è mancata ho trovato una vecchia cartella contenente il progetto originale di “Fotodipinta” mai realizzato, l’ho interpretato come un segno e ho capito che dovevo concretizzarlo”, ha spiegato la curatrice dell’esposizione e docente dell’Istituto d’arte Dosso Dossi, Simona Rondina, che subito ha condiviso l’idea con gli amici e la famiglia di Arianna, instaurando una rete di collaborazioni che ha permesso la realizzazione di questo festival, intitolato “Yume - memorial Arianna”.
gli eventi
Ma non sarà solo una mostra, bensì un insieme di iniziative ad ampio raggio, che hanno visto coinvolte diverse persone. A partire da Fabrizio Perdomi, che ha curato gli eventi collaterali, poi Fabrizio Davì che ha offerto la location, Michele Rimondi di Publiart che ha stampato le foto, Luca D’Angelo ed Enrico Perdomi di Caleidos che hanno curato la grafica. Infine, come partner dell’iniziativa insieme alla Galleria Cloister, c’è l’Enoteca Massimo.
«Ho cercato di non essere invasiva rispettando le scelte stilistiche di Arianna; ogni immagine mi consigliava come intervenire, come se la mia amica fosse seduta accanto a me nel mio studio. I lavori sono diversi, alcuni minimali, altri più giocosi in alcuni casi ho sottolineato dei concetti e varie sono anche le tecniche utilizzate. Ho scelto di firmare le opere con l’ideogramma Yume che significa sogno in Giapponese. Yume era il tatuaggio di Arianna ed ora è anche il logo del festival» ha concluso Rondina.
le date
La scelta del periodo dell’allestimento è stata dettata dal fatto che il 30 aprile Arianna avrebbe compiuto 40 anni e per questo al piano terra della galleria è stata realizzata un’opera interattiva per dare modo a tutti di esprimere un proprio saluto e firmare la propria presenza all’evento.
«Dopo una riflessione accurata e condivisa, abbiamo pensato all’importanza di donare il ricavato alla ricerca, perché un giorno si possa arrivare a sconfiggere quel maledetto cancro che ci ha portato via la nostra Ari” hanno raccontato gli amici, fra cui Katia D’Andrea, che ha preso i contatti con il Consorzio Futuro in ricerca di Ferrara e con i dottori Corsi e Negrini, i quali anno accolto con entusiasmo la proposta e porteranno del materiale informativo in mostra.
Per l’inaugurazione di sabato, a partire dalle 18. 30 ci saranno anche il dj set di Afghan e poi alle 21 il live della band Les Maitres Chocolatiers. Sabato 27 aprile, dalle 19, ci sarà il djset di Perdosound. Infine, martedì 30 aprile, giorno del quarantesimo compleanno di Arianna, si partirà alle 19 con il djset di Bigo e poi alle 21 il concerto della “C.o.Ska” nella distesa di Cloister enoteca, in piazzale Gobetti.—
Valentina Bacilieri
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