Riaperture, la riscoperta di spazi importanti Chiusura a 4.800 visitatori
La sorpresa di luoghi di Ferrara mai riaperti prima, i viaggi nel “futuro” delle mostre, l’umanità e le storie di tutti gli ospiti del festival, il successo di presenze da Ferrara e il resto d’Italia: si è conclusa con oltre 4.800 visitatori la 3ª edizione di Riaperture Photofestival Ferrara. Per due week end la città è stata un cuore pulsante di fotografia, grazie alle 17 mostre in otto luoghi diversi di Ferrara che hanno coinvolto un pubblico trasversale, con oltre il 50% di presenze da fuori Ferrara: dalla caserma Pozzuolo del Friuli, vera sorpresa di questa edizione, alle mostre di grandi autori italiani come Gianni Berengo Gardin e Francesco Cito, passando per gli incontri a Factory Grisù in via Poledrelli con giornalisti, realtà editoriali e progetti innovativi da tutta Italia, Riaperture ha trasformato ancora una volta Ferrara in un collettivo laboratorio fotografico, per raccontare tutti i futuri possibili.
le iniziative
Anche l’ultimo weekend ha proposto un ricco programma di eventi paralleli ospitati a Factory Grisù. “È contemporanea la fotografia?” è la domanda cui ha risposto Michele Smargiassi, giornalista di Repubblica, con una lezione che ha coinvolto 150 persone sabato. Il festival si è chiuso con Francesco Comello, vincitore World Press Photo 2017: l’autore di fama internazionale ha presentato il suo ultimo lavoro, “Yo soy Fidel”, per un evento in collaborazione con Fujifilm Italia.
«Riaperture conferma la sua crescita costante - spiega Giacomo Brini, il direttore del festival - sia in termini di pubblico che di riscontri dall’esterno. La formula che coniuga contenuti mirati, la scelta di un tema, “Futuro”, che si apre in molteplici direzioni, con una ricerca continua di nuovi luoghi da proporre a cittadini e turisti, e la definizione di un programma collaterale di eventi sempre più corposo».
Festival che si è radicato nella propria città con la scelta di lanciare l’anteprima con “Displacement”, mostra dedicata a L’Aquila, dieci anni dopo il sisma del 2009, installata a cielo aperto, fruibile gratuitamente, lungo l’intera via Mazzini. La grande sorpresa tra i luoghi riaperti è stata sicuramente la caserma insieme alla Cavallerizza, edificio militare chiuso dal 1997: ferraresi e turisti sono rimasti estasiati dalla riscoperta di uno spazio rivitalizzato dall’evento. —
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