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L’arte di Franco Farina per sempre pubblica Donata al Comune la collezione di opere

Licia Vignotto
L’arte di Franco Farina per sempre pubblica Donata al Comune la collezione di opere

I 196 capolavori riflettono la vita dell’organizzatore di mostre Da dicembre in esposizione al Pac, poi a Palazzo Massari

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Dalla metafisica al surrealismo, dalla pop art all’informale fino alle neo-avanguardie: la collezione privata di Franco Farina – indimenticato direttore delle Gallerie Civiche d’Arte Moderna negli anni Sessanta e Settanta, scomparso lo scorso maggio – da oggi diventa un patrimonio cittadino.

Lola Bonora – moglie di Farina, già direttrice negli anni Settanta dell’avveniristico Centro Video Arte di Palazzo Diamanti – ha dato corso alle ultime volontà del marito, donando al Comune il prezioso patrimonio di opere raccolte da Farina nel corso di una vita intera intensamente dedicata alla promozione dell’arte e della cultura.

da Fontana a schifano

Il lascito comprende 196 opere, capaci di assolve a un duplice compito: da lato definiscono un percorso attraverso le tendenze fondamentali del secondo Novecento, fornendo un compendio delle migliori esperienze italiane e internazionali; dall’altro tracciano un sentiero assolutamente originale, che rispecchia i gusti e le riflessioni di chi con tanta pazienza e passione ha voluto raccogliere e accostare manufatti e autori anche estremamente diversi e dissonanti, riuniti all’interno di un nucleo che esprime gli interessi variegati di una personalità eclettica e curiosa, visionaria ma allo stesso tempo efficacemente pragmatica – come i tanti traguardi raggiunti dimostrano. Uno su tutti: la personale di Andy Warhol all’interno di Palazzo Diamanti, inaugurata nell’autunno del 1975 alla presenza del celebre inventore della pop art.

Tra gli artisti italiani presenti nella collezione si passa da Emilio Vedova a Lucio Fontana, da Mimmo Rotella a Mario Schifano, ma c’è spazio anche per le figure cardine della scena americana ed europea, come il cileno Sebastian Matta e lo statunitense Robert Rauschenberg, pioniere del New Dada, invitato da Farina ad esporre a Ferrara nel 1976, con largo anticipo rispetto alla consacrazione internazionale.

storia per immagini

«Parte della considerevole raccolta sarà esposta stabilmente, a rotazione, a Palazzo Massari, al completamento del progetto di restauro e riqualificazione del complesso museale», spiega Maria Luisa Pacelli, direttrice delle Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea. Nel frattempo, per dare immediato risalto alla generosa volontà di Franco Farina e Lola Bonora, le opere donate al Comune verranno presentate, a partire da dicembre, nel Padiglione d’Arte Contemporanea in una mostra organizzata dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea e dalla Fondazione Ferrara Arte in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Ferrara, nello specifico la cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea condotta da Ada Patrizia Fiorillo.

Lo storico dell’arte Renato Barilli ha scritto: «Se un giorno si farà la storia delle attività espositive in Italia, nell’ambito dell’ente pubblico e relativamente dell’arte contemporanea, un capitolo di essa dovrà riguardare Franco Farina, forse il caso più perspicuo nel corso degli anni Settanta». Grazie alla straordinaria donazione questo momento diventa significativamente più vicino, come sottolinea il vicesindaco Massimo Maisto: «La soddisfazione è grandissima, una delle maggiori devo ammettere in dieci anni di legislatura, perché grazie all’altruismo di Farina e Bonora si potrà valorizzare un patrimonio di assoluta rilevanza non solo dal punto di vista del piacere estetico ma anche dal punto di vista critico». —

Licia Vignotto

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