La Nuova Ferrara

Martinelli, l’avvocato filantropo che accumulò cariche prestigiose

Margherita Goberti
Martinelli, l’avvocato filantropo che accumulò cariche prestigiose

Cento anni fa la morte dello storico presidente della Cassa di Risparmio Fu preside della facoltà di legge, deputato, senatore e “quasi” sindaco 

2 MINUTI DI LETTURA





l’anniversario

Sono trascorsi 100 anni dalla morte di Giovanni Martinelli, una figura di giurista indimenticabile e che dovrebbe essere di grande esempio per chi oggi ricopre i ruoli dirigenziali negli istituti bancari.

Fu infatti vicepresidente della Cassa di Risparmio dal 1884 al 1888, quando alla morte di Cesare Monti gli successe diventando presidente, ricoprendo l’incarico fino alla morte, avvenuta nel 1919.

Per tutto il periodo in cui svolse questo importante incarico, Martinelli dimostrò di essere un vero filantropo e non solamente in ambito ferrarese; la sua grande generosità fu testimoniata anche da una vita semplice che condusse fino alla morte.

l’eredità

Durante la sua permanenza alla Cassa di Risparmio vennero avviati i lavori per la nuova sede in corso della Giovecca (era il 1905 e l’ingegnere preposto era Luigi Barbantini) ma, soprattutto, nel 1908 Martinelli propose sussidi a favore dei terremotati di Messina e Reggio Calabria. Curò nel 1911 una sottoscrizione nazionale a beneficio dei feriti e delle famiglie dei caduti durante la guerra di Libia, oltre a disporre fondi per la costruzione del nuovo arcispedale Sant’Anna, di cui fu in seguito presidente. I risultati positivi ottenuti durante la sua dirigenza furono tali per cui nel 1918 l’utile netto della banca ammontò a 420.464,50mila lire, un buonissimo risultato se tenuto conto della crisi dei depositi dovuta alla guerra.

la vita

Giovanni Martinelli nacque in un’umile famiglia ferrarese in una casa di via Vegri, da Giosuè e Carlotta Parmiani. Compì studi classici presso i Padri gesuiti e nel 1858 fece domanda d’ammissione alla facoltà di legge e vi entrò conseguendo la laurea con lode nel 1862. Le sue spiccate attitudini per gli studi giuridici lo portarono nello stesso anno ad insegnare filosofia del diritto alla stessa facoltà, dove in seguito divenne ordinario di diritto civile insegnando poi diritto amministrativo e romano. Fu preside della facoltà dal 1869 al 1884 e rettore dell’Università di Ferrara dal 1883 al 1910.

Ma furono tante le cariche pubbliche ricoperte. Fu infatti eletto deputato al Parlamento per la XII, XIV e XIX legislatura ed a causa di quest’ultima dovette rinunciare a ricoprire la carica di sindaco di Ferrara, dopo essere stato assessore e prosindaco. Nel 1906 ottenne la nomina di senatore del Regno.

Su di lui scrisse una ricca biografia il senatore Pietro Niccolini, oggi conservata in Biblioteca Ariostea. —

Margherita Goberti

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google