Mingardi riparte dal Torrione E celebra le leggende americane
Il cantautore: «La musica va presa così com’è, o piace o no, non la puoi spiegare» “E allora jazz...”, una carrellata di grandi classici del passato ma sempre presenti
Musica e cibo per Andrea Mingardi vanno (quasi) di pari passo. Il cantautore bolognese ricorre a tagliatelle con o senza ragù per spiegare il concetto di canzoni riuscite oppure no. Alcuni dei ricordi più belli e degli incontri più entusiasmanti per Mingardi sono collegati alla tavola, a quando mangiava tortelloni e tortellini al Continental di Bologna con Miles Davis e Chet Baker o quando dopo i concerti ci si ritrovava a cena a parlare di jazz. Sempre di jazz, anche quando si era suonato per tre ore blues, soul, rock o funk.
«Parlare di jazz era un po’ come fare il punto della situazione, tornare alla base di tutto», ha detto ieri il cantautore bolognese che al Torrione di San Giovanni ha presentato “E allora jazz...”, nuovo percorso live che l’artista rossoblù intraprenderà proprio partendo da Ferrara sabato sera alle 21.30 nel club di corso Porta Mare 112.
come mai
«L’idea mi è venuta per rispondere a una domanda ricorrente. Alla fine io ho sempre risposto a tante domande nella mia vita e tutte iniziavano con “come mai”: come mai ho smesso col rock’n’roll, come mai il dialetto, come mai i Supercircus e ora, come mai il jazz? C’è da dire - spiega Mingardi - che io non ho costruito la mia carriera su una bella canzone ripetuta in mille versioni, io mi sono sempre messo in gioco, non so fare diversamente e anche adesso, che sono ancora giovanissimo - ride -, non ho intenzione di perseguire una strada sola».
il progetto
“E allora jazz...” non sarà un concerto jazz in senso stretto, piuttosto un omaggio ai grandi autori americani con i quali Mingardi è cresciuto. «Sono figlio della guerra e quando penso a queste canzoni penso a quegli anni là, ai film in bianco e nero, ai dischi a 78 giri, a un’epoca bellissima che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della musica. Durante il fascismo non si poteva cantare in inglese e forse anche per questo, noi che siamo cresciuti dopo, avevamo voglia di scoprire linguaggi, suoni e culture diverse».
Mingardi ha selezionato così una serie di “canzoni del cuore”, classici intramontabili di artisti che, purtroppo, ai giovani (ma non solo) oggi suonano poco. «Proporremo dei classici, canzoni che tutti, almeno una volta, almeno nei film di Natale, hanno sentito e se non le hanno sentite - afferma - le ascolteranno da noi. Non vogliamo essere portatori di alcuna verità ma siamo consapevoli di riproporre un periodo talmente bello della musica che non può non smuovere qualcosa dentro l’ascoltatore».
il repertorio
Mingardi proporrà brani di Frank Sinatra, Nat King Cole, Ella Fitzgerald, Tony Bennett, solo per citarne alcuni. D’altra parte, come lui ha più volte detto, il repertorio è sterminato. «Non ci saranno scalette, solo un leggìo. Ci divertiremo come delle bestie e coinvolgeremo tutti. Di canzoni ne sappiamo tante e potremmo andare avanti fino al mattino, sarà una festa». E non è certo un’affermazione ad effetto quella di Mingardi che, provenendo dai dancing e dalle piazze sa bene cosa significa catturare il pubblico e farlo ballare perché «nei dancing se non funzionavi ti staccavano la spina ma - breve pausa - a noi non succedeva mai».
Sul palco insieme a lui ci saranno Sandro Comini (trombone), Teo Ciavarella (pianoforte), Maurizio Tirelli (tastiere e synth), Felice del Gaudio (contrabbasso), Lele Barbieri (batteria) e Manuela Cortesi che canterà alcuni brani in duo con Mingrdi.
perché il torrione
La scelta di effettuare al Jazz Club di Ferrara la data zero di questa nuova avventura è collegata alla voglia di contaminazione. «Suoneremo in un luogo jazz ma non faremo solo jazz, sarà un modo per abbattere i muri, coinvolgere spettatori diversi», ha precisato l’artista. Anche Francesco Bettini, direttore artistico dello spazio, ha sottolineato: «Siamo felici di ospitare Andrea Mingardi, che nel corso della sua carriera ha abbracciato un pubblico trasversale, le nostre strade si incrociano e si incontrano qui, sulle vie della musica». —
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