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pieve di cento 

La veste meno nota della Metafisica Al Magi sculture firmate De Chirico

La veste meno nota della Metafisica Al Magi sculture firmate De Chirico

Il museo ha acquisito nella collezione permanente 19 bronzi realizzati dall’artista negli anni ’40

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Sospesi nello spazio e nel tempo, i misteriosi personaggi che hanno reso tanto celebre la Metafisica di Giorgio De Chirico sono stati proposti innumerevoli volte, non solo con grafica e pittura ma anche nella versione tridimensionale, in una produzione scultorea di cui probabilmente il grande pubblico ancora non conosce la suggestione.

Meno nota della produzione pittorica, ma di certo non meno evocativa, la scultura del grande maestro offre l’occasione per approfondire alcuni dei soggetti che hanno dominato la sua poetica, tra i quali spiccano l’enigmatica presenza dei manichini e la persistenza del mito e della memoria dell’antico. L’incontro di De Chirico con la scultura avvenne solo in età matura quando, intorno al 1940, iniziò a realizzare alcune piccole terrecotte dipinte in cui riprendeva i temi dei suoi dipinti del periodo metafisico.

la mostra

Per presentare al pubblico l’importante nucleo composto da 19 di queste sculture, recentemente acquisite nella collezione permanente del Magi ’900 insieme a pregevoli opere grafiche, il museo propone un allestimento particolare, che intende mettere in relazione le rappresentazioni bidimensionali e la loro restituzione a tutto tondo. Fra le opere esposte ricorrono alcune figure chiave dell’immaginario dechirichiano, come gli Archeologi, i Trovatori, i Manichini Coloniali, Le Muse, i Cavalli, temi dei quali vengono presentate più varianti.

I bronzi, esposti insieme a un gesso preparatorio, dipinti, disegni, grafiche e a due rare edizioni illustrate dell’Apocalisse di Giovanni, sono proposti in un allestimento corale, reso intenso da un’installazione di pannelli luminosi, provenienti dal Museo Documentario della Metafisica di Ferrara, pionieristico museo “virtuale” inaugurato nei primi anni ’80, poi chiuso.

Ideato dall’allora direttore di Palazzo dei Diamanti, Franco Farina, a cui la mostra è dedicata a un anno dalla scomparsa, il Museo Documentario fu esperimento avanzato e preveggente di promozione e divulgazione della Metafisica nel cuore nella città che aveva avuto ruolo strategico per la diffusione del movimento artistico nel 1917, scenario dell’incontro fra De Chirico e Carrà, e delle frequentazioni con De Pisis e Morandi.

Regia dell’allestimento curata da Valeria Tassinari. All’inaugurazione di domani interverranno Claudio Spadoni e Lola Bonora. —

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