Ferrara Dragon lady fa remare le donne operate di tumore
L’attività assicura benessere e socializzazione, prezioso supporto del Canoa Club
Si chiama Ferrara Dragon lady. È un progetto per dimostrare che l’attività fisica si può fare anche dopo interventi medici invasivi. E volenti o nolenti alla fine l’altro obiettivo centrato è la socializzazione fra persone.
Al laghetto dell’Oasi di Vigarano Pieve si è svolto l’opening day di presentazione del progetto “Ferrara Dragon lady”, organizzato dal Canoa club in collaborazione con la Lilt (Lega italiana lotta contro i tumori) e Andos (Associazione nazionale donne operate al aeno) e di Ferrara, e con il patrocinio di Ausl Emilia Romagna e dei comuni di Ferrara e Vigarano Mainarda.
le finalità
Questo progetto prevede che le donne operate al seno svolgano un percorso di addestramento a bordo di un dragon, ovvero una lunga imbarcazione a remi, per dimostrare che chi ha subìto l’asportazione parziale o totale di un seno - per interventi di rimozione di forme tumorali -, non è vero che non può sostenere attività fisica, stante le condizioni di rischio molto elevato di linfedema.
La terapia consiste nel pagaiare, per circa un’ora, per spingere sull’acqua l’imbarcazione denominata dragon lady. Quindi sforzo fisico, abbinato alla concentrazione mentale necessaria per svolgere tutti i ruoli, dal capovoga al timoniere, dai pagaiatori al tamburo per battere il tempo perché tutti vadano a ritmo, figure che sono necessari per governare in acqua il dragon lady.
Sono importanti la socializzazione e lo spirito di gruppo che l’equipaggio, per essere considerato tale, deve avere quando è in acqua.
i risultati
«Nella donna si crea - ci ha spiegato Giorgia Minzoni, una delle quattro istruttrici del progetto -, uno stato di benessere fisico unito al senso di cameratismo e solidarietà dovuto al fatto di trovarsi nella stessa barca per l’identica causa, la malattia, ma anche per la voglia di reagire e non rassegnarsi».
«Logicamente - continua Anna De Lucchi , un’altra delle istruttrici - prima di far scendere le donne in acqua facciamo una preparazione fisica ed una parte istruttiva sull’utilizzo della pagaia, in modo che siano in grado di svolgere i diversi compiti di manovra previsti per condurre e guidare il dragon lady».
Dopo aver partecipato alla prima “pagaiata” dimostrativa, è intervenuta anche la sindaca vigaranese Barbara Paron: «Sono orgogliosa di ospitare nel territorio comunale questa iniziativa - commenta il primo cittadino di Vigarano Mainarda -, molto encomiabile, perché vuole dare supporto alle donne operate di tumore al seno. Si tratta di una dimostrazione del valore dello sport nei confronti della solidarietà. Come sempre, il Canoa Club merita un plauso per la disponibilità che dimostra per aiutare chi è in condizione di bisogno».
Soddisfatto - e non potrebbe essere altrimenti - anche Mauro Borghi, presidente del Canoa Club Ferrara, nel notare la nutritissima presenza di pubblico che ha partecipato all’opening day del progetto Ferrara Dragon Lady.
Il progetto è cominciato a tutti gli effetti lo scorso 1 aprile con due sedute settimanali, il martedì ed il giovedì, sempre con inizio alle 17 30. Per ulteriori informazioni si può scrivere una mail all’indirizzo canoaclub. fe@gmail.com —
Giuliano Barbieri
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