«Riduce i rischi di linfedema ed è di aiuto nel drenaggio»
Ogni donna in terapia deve alternarsi, per un’ora, nei vari ruoli che servono per condurre un’imbarcazione a remi. Questo perché il movimento ritmato della pagaiata migliora il Rom (range of motion, ossia gli step di movimento) delle articolazioni e la flessibilità. Forza muscolare, equilibrio e fatica, sforzi necessari per condurre l’imbarcazione, aiutano al controllo del peso, importantissimo, per contrastare il rischio di recidive e di sviluppo di altre malattie. «Al contrario - dice Anna De Lucchi, istruttrice federale di paracanoa che fa parte dello staff - di quanto si pensava nel passato, l’utilizzo dell’arto superiore, nello sforzo della pagaiata, riduce notevolmente il rischio di sviluppare il linfedema e contrasta il gonfiore in caso di linfedema già presente. Inoltre, è di grande aiuto nel drenaggio della linfa se la donna è in trattamento col bendaggio elasto-comprensivo o utilizzi il manicotto esterno».
Prima di salire sull’imbarcazione le donne, guidate dalla istruttrici, devono eseguire una fase di riscaldamento a terra, sottoponendosi ad esercizi fisici specifici. A bordo del dragon boat prendono posto ai remi e devono partire con cinque pagaiate profonde poi prendono ritmo seguendo il tempo scandito dal tamburo. Previste anche prove di sforzo, dovendo percorrere 200 metri in un minuto.
Il progetto, oltre a offrire un sostegno riabilitativo a tutte le donne trattate o sotto trattamento per il tumore alla mammella, rappresenta una sana e valida attività di supporto al servizio riabilitazione fornito dal Servizio sanitario regionale, in particolare da Azienda Usl di Ferrara e dalle associazioni Lilt e Andos. —
G.B.
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