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L’anima clown di “Pepita” rivive alla scuola Rossetti Nei libri si leggono i sogni

Emanuela De Domenico
L’anima clown di “Pepita” rivive alla scuola Rossetti Nei libri si leggono i sogni

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«Ciò che si conquista con un sorriso rimane per sempre». Ha scritto questa frase alla lavagna Claudio Giannini, in arte “Piuma”, compagno cantastorie di “Pepita”, Franco Borghetti, prematuramente scomparso l’anno scorso e a cui è stata dedicata la biblioteca della scuola elementare “Biagio Rossetti” inaugurata ieri.

A tagliare il nastro l’emozionatissima moglie di Franco, Maria, che con un sorriso ha voluto dedicare al marito uno dei momenti più emozionanti della sua vita: «Il sogno di Franco era quello di fare il maestro elementare ed il clown, e oggi si è avverato; questo è stato un riconoscimento inaspettato, ma lo meritava tutto, lui ha dato la vita per i bambini e loro lo amavano molto». Su questo non ci sono dubbi, infatti quando ancora oggi il gruppo crea le storie per le classi della scuola, qualche bambino chiede: «e Pepita dov’è?».

genitori visionari

La biblioteca, dice il preside Massimiliano Urbinati, ha preso il via «da quattro genitori visionari che rimboccandosi le maniche hanno dato vita alla sua realizzazione; un bellissimo esempio di continuità scuola-famiglia». Il concetto è quello di reinventare gli spazi per uscire dalla lezione frontale e creare momenti di vita che diventano orientativi. Creare posti di fruizione che vadano al di là dell’orario scolastico.

«La biblioteca – prosegue Urbinati – diventa il luogo dell’autoconsapevolezza, il posto ideale per ritrovare sé stessi». Il progetto è stato realizzato grazie ai fondi comunali “Scuola come bene comune”; i 400 libri sono stati donati dall’Associazione Circi, poi catalogati e sistemati dalla maestra e bibliotecaria Paola Giosberti.

«tutto bene, yeah»

Borghetti ha fatto della sua vita un investimento sui valori di verità, amore, rettitudine; sono gli stessi che guidano il gruppo Dharmic Clown alla ricerca di storie sempre nuove da raccontare. Maria, e i figli Nicola e Isabella, hanno concluso in questo modo: «Noi non siamo lui, ma lui continuerà a darci energia e coraggio».

“Molto bene, molto bene yeah”, era la frase che diceva sempre ai bambini: l’augurio è che attraverso la biblioteca possa sempre andare tutto molto…bene. —

Emanuela De Domenico



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