La Nuova Ferrara

Statue, dipinti e libri I carabinieri dell’arte riportano a casa migliaia di opere rubate

Statue, dipinti e libri I carabinieri dell’arte riportano a casa migliaia di opere rubate

L’attività nel 2018 del nucleo Tutela patrimonio culturale Ritrovata la Musa sparita dalla villa di Braschi e Benigni

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La sublime dolcezza della Madre che abbraccia il proprio Figlio nella Madonna col Bambino di Andrea Della Robbia, bassorilievo scolpito alla fine del 1400 e rubato a Scansano nel 1971; l'armonia dei panneggi della Musa Calliope, statua romana in marmo del II secolo d.C. trafugata a Roma nel 2010 dalla villa di Nicoletta Braschi e Roberto Benigni.

Ma anche una predella di Manfredino da Pistoia del XIV secolo, rubata nel 1988 in una abitazione di Varazze e l’Opus sectile, frammenti in marmo romano a mosaico del II secolo d.C., sottratto nel dopoguerra.

IL RECUPERO

È una storia di tenacia e professionalità quella del nucleo Tutela patrimonio culturale (Tpc) dell'Arma dei carabinieri che quest'anno festeggia i suoi primi 50 anni e che ieri a Roma ha mostrato alla presenza del ministro Alberto Bonisoli il bilancio dell'attività 2018.

Basta guardare gli ultimi beni recuperati - dall'inestimabile valore storico, accanto a quello commerciale - per comprendere l'importanza di una attività che non ha soste, che ha bisogno di tempi lunghi di indagine, ma anche di tanta diplomazia culturale: il bassorilievo di Della Robbia era finito per esempio nel catalogo di una casa d'aste londinese, venduto a una società di New York e poi arrivato a una collezionista canadese, mentre la statua di Benigni e quella di Villa Borghese sono state individuate in una galleria di Barcellona.

L'elenco delle storie legate a ogni pezzo recuperato potrebbe essere lunghissimo e nel 2018 sono stati 55.202 gli oggetti ritrovati, per un valore stimato in oltre 118 milioni di euro, con beni sequestrati per un valore di 541 milioni.

I DATI

Lo scorso anno i numeri dell'attività criminale a danno del patrimonio culturale rivelano un leggero aumento dei furti rispetto al 2017: 474 in totale, avvenuti maggiormente in Emilia Romagna, Lombardia e Lazio, con 8.405 oggetti trafugati (di cui 2.935 documenti archivistici e beni librari e 2.202 opere grafiche e pittoriche), con 34 persone arrestate e oltre 1.100 denunciate. E sono stati scoperti 1.232 beni culturali contraffatti (per lo più di arte contemporanea) che se immessi nel mercato come autentici avrebbero potuto fruttare oltre 420 milioni .

«In questi 50 anni i carabinieri Tpc hanno sviluppato competenze che non hanno paragoni nel mondo: per questo siamo orientati a condividerle anche con gli altri Paesi», ha detto il ministro Bonisoli, ricordando il maresciallo Vincenzo Di Gennaro ucciso a Cagnano Varano e il suo collega rimasto ferito. Il ministro ha anche annunciato lamostra “L'arte di salvare l'arte” che si aprirà al Quirinale il 3 maggio, organizzata per raccontare l’attività di questo nucleo dell'Arma, fondato il 3 maggio 1969.

ATTIVITÀ E TREND

«Il nucleo Tpc lavora in simbiosi con il Mibac: presto avremo uomini in più anche per gli aspetti economici legati ai ben culturali. Poi c'è un aspetto qualitativo: i carabinieri hanno una app che rivela se un oggetto è nel database dei beni trafugati», ha proseguito, «agiremo anche dal punto di vista normativo per rafforzare azione preventiva e sanzioni . E anche nella diplomazia culturale, coinvolgendo i ministeri degli Esteri e della Giustizia».

«Il trend è quello di una diminuzione costante dal 2012 a oggi, nonostante il lieve aumento di furti del 2018», ha specificato il generale di Brigata Fabrizio Parrulli, comandante carabinieri Tutela Patrimonio Culturale: «I luoghi di culto sono il nostro tallone di Achille, perché più colpiti dai furti. I controlli sulle attività antiquariali sono per noi preponderanti, anche per quanto riguarda il commercio online e l'uso dei social . Gli scavi clandestini sono stabili e sotto controllo, ma le persone denunciate sono in aumento». —

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