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Un fotografo centese chiamato sul set di The Carpenter «Grande emozione»

Beatrice Barberini
Un fotografo centese chiamato sul set di The Carpenter «Grande emozione»

Si tratta di un action thriller sugli orrori della guerra in Kosovo E Lucio Russo è stato protagonista dal primo all’ultimo ciak  

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Un fotografo centese, sul set di The Carpenter, l’action thriller sugli orrori della guerra del Kosovo. Con la sua inseparabile macchina fotografica, Lucio Russo protagonista sulle scene, dal primo all’ultimo “Ciak si gira”, a Dossena, paese del Brembano che ha ospitato le riprese del film diretto da Steven Renso.

la storia

«Una location straordinaria e magica – ci dice Russo – diventata set cinematografico grazie alla Klodjo Production e al suo regista, Renso. Davvero un’esperienza unica, tra le montagne, gli animali o in una miniera, dove sono stati realizzati i flashback riguardanti il Kosovo, per catturare e vivere ogni momento come unico e irripetibile. Eravamo tre fotografi, ma solo io ho fotografato per 163 ore circa, documentando tutto, dall’inizio alla fine delle riprese, dal momento del primo ciak al momento ricreativo, dalle tensioni alle risate. E tutto per catturare le emozioni e trasmetterle agli altri, è sempre stato il mio obiettivo principale».

Poi l’aspetto umano «importantissimo, come è stato fondamentale dal punto di vista professionale, confrontarsi con persone che hanno esperienza decennale nel mondo cinematografico».

l’action thriller

The Carpenter è un action thriller che racconta la storia di Sam Rhino, un soldato italiano reduce dalla guerra del Kosovo che decide di andare a vivere in un piccolo paese di montagna con la figlia.

Un rapporto, quello tra Russo ed il regista, nato nel 2018 sulle scene di un cortometraggio autoriale, Kastriota, basato sulla storia dell’eroe albanese George Castriota Scanderberg: «L’incarico di fotografo di scena, fa seguito all’esperienza del 2018 con lo stesso regista a Verona. Apprezzando il mio modo di fare fotografia, Renso in quell’occasione mi ha chiesto di affiancarlo anche su questo set cinematografico. Ne è nata un’amicizia, una bella sintonia, cosa tutt’altro che scontata, ma fondamentale per lavorare bene».

Da qui, la sua decisione di Renso di replicare, portando a Dossena (Bg) un progetto più grande, un vero e proprio lungometraggio, girato interamente in vari luoghi del territorio brembano.

le riprese

Dall’1 e al 10 aprile scorsi si sono svolte le riprese: «Essendo cinema indipendente, attraverso il crowdfunding sono stati raccolti fondi, e in nove giorni è stato girato il film. Ogni giorno, grazie all’affiatamento e alla sinergia nata tra cast di attori, regista, cameramen e fotografi, riuscivamo a registrare anche 12 – 15 minuti di pellicola, a differenza di tanti altri film per i quali le riprese ogni giorno si aggirano attorno ai 5 minuti. Abbiamo lavorato tanto, fra le 18 e le 20 ore al giorno, con grande grandissima soddisfazione».

Le prospettive per Russo, sono chiare: «Da qui, potranno nascere importanti collaborazioni soprattutto all’estero». In un cast di primo livello, attori come Yoon C. Joyce (testimonial dell’importante Integrazione Film Festival a Bergamo), Pino Torcasio (di recente nel cast della serie tv Rai “Il cacciatore”), Davide Gambarini (visto anche in “Don Matteo” e “Un passo dal cielo”) e Paolo Massaria (il quale ha interpretato anche uno dei vescovi nella seconda stagione di “The Young Pope”).

«Condivido a pieno – prosegue Russo –, l’obiettivo di portare, anche attraverso gli scatti fotografici, e non solo la pellicola, un punto di vista civile, storico e politico, oltre che di mistero ed eroismo dei singoli personaggi, per spingere e accompagnare chi osserva ad una riflessione profonda sugli orrori delle guerre che esistono ancora oggi».

Dopo i dieci giorni per girare le scene e la fase di postproduzione, The Carpenter dovrebbe essere terminato a settembre. —

Beatrice Barberini





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