La Nuova Ferrara

rassegna al forte di bard 

Anche in Valle d’Aosta fa centro il fascino del maestro centese

Maria Cristina Nascosi
Anche in Valle d’Aosta fa centro il fascino del maestro centese

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È in corso, nelle sale delle Cannoniere del Forte di Bard, in una splendida posizione all’imbocco della Valle d’Aosta, la mostra “Il Guercino. Opere da quadrerie e collezioni del Seicento”.

Una rassegna particolare, che è visitabile sino al 30 giugno, dedicata a Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino (Cento 1591 – Bologna 1666), protagonista indiscusso della pittura del Seicento emiliano.

Le opere dell’artista centese furono studiate e sviscerate dal britannico Sir Denis Mahon, suo massimo esperto nonché collezionista.

Mahon aveva studiato a Eton e Oxford e per mezzo secolo lavorò tra Londra e Bologna a fianco di Francesco Arcangeli ed Andrea Emiliani e fu giustamente definito il riscopritore del Barocco italiano.

Scomparso ad oltre 100 anni, dedicò studi approfonditi a Caravaggio, Guercino, Guido Reni e Nicolas Poussin.

Nonostante l’età avanzata, lavorò fino all’ultimo a un nuovo volume in inglese sul Guercino, dedicato alle molte opere scoperte nell’ultimo ventennio della sua esistenza

Nel corso della sua lunga vita Guercino aveva realizzato numerose pale d’altare destinate a una fruizione pubblica in edifici religiosi, a partire dalle chiese di campagna della pianura centese sino alla basilica di San Pietro a Roma.

L’artista fu molto amato ed ebbe importanti commissioni anche da privati, che chiesero sue opere per arricchire le proprie collezioni e quadrerie.

L’esposizione consta di 54 capolavori, all’insegna delle fasi dell’attività dell’artista: dall’impeto del più vivo cromatismo degli anni giovanili a un classicismo più composto delle opere della maturità. Il soggetto delle tele è vario (religioso, mitologico, letterario) e varie le dimensioni delle opere, a seconda della destinazione.

Il corpus dei disegni, rimasti per la gran parte nel suo studio rappresentano il cosiddetto “Guercino privato”, opere che il pittore custodiva personalmente, sia per utilizzarle per creazioni proprie o come “segno didattico” per gli allievi nella propria bottega.

La mostra è realizzata in collaborazione con il Polo Museale dell’Emilia Romagna e la Pinacoteca Nazionale di Bologna e è a cura di Elena Rossoni e Luisa Berretti. Il catalogo è pubblicato per i tipi di Forte di Bard edizioni. —

Maria Cristina Nascosi

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