Avengers Endgame in sei sale Ma a rimetterci sono gli altri film
A Ferrara il film evento ha cancellato o fatto slittare dalla programmazione anche dei capolavori
IL CASO
E poi dicono che il cinema stenta a decollare e a risollevarsi. Prendete il cartellone proposto questo fine settimana nelle sale ferraresi, in massima parte dettato dalle esigenze delle grandi case di distruzione. Il film evento, che tanti attendevano come una manna dal cielo è uscito. Finalmente - dopo un lungo battage pubblicitario e una suspense che non ha eguali, forse solo toccata minimamente dall’uscita dei vari film della saga di Harry Potter - gli spettatori possono ammirare l’ultimo capitolo degli Avengers, la resa dei conti, il tanto sospirato finale che pare non abbia fatto dormire i fans della Marvel per la curiosità.
Orbene, per quanto importante per le sorti del cinema, soprattutto in una stagione come quella attuale che ha visto un calo di presenze a Ferrara rispetto al 2018, “Avengers: Endgame” è uscito addirittura in sei sale, dico sei. Se da un lato è comprensibile che sia stato messo nella sala ammiraglia dell’Apollo, non si capisce perché il film stazioni nella metà delle sale di Uci Cinemas, ben cinque, stabilendo così un curioso record, ma togliendo però spazio ad altri film che sono stati inopinatamente cancellati dal cartellone. Tanto per non intralciare il film evento, dovranno aspettare ancora le uscite di “La caduta dell’impero americano”, ultimo atto dell’acuta trilogia di Denis Arcand e film godibili come la commedia “Cyrano Mon Amour” che in Francia è stata campione d’incassi, a proposito di botteghino. Non c’è traccia nemmeno del capolavoro palestinese “Sarah & Saleem” di Muayad Alayan, impegnato sì, ma senza i sottotitoli in slovacco. Uscirà a giorni.
È stato tolto persino un godibile cartone animato come “Dilili a Parigi” di un mago dell’animazione come Michel Ocelot, calpestando anche i diritti dell’infanzia. Senza scomodare il telefono azzurro è il caso comunque di segnalare questo “abuso” per lo meno a chi fa la programmazione.
Anni fa, proprio sulla Nuova Ferrara, avevamo criticato il sistema distributivo in occasione dell’uscita di “Sliver” nel 1993, un filmetto sopravvalutato, che molti non ricordano nemmeno più, ma la carismatica presenza di Sharon Stone, reduce dal successo dell’anno prima di “Basic Instinct” aveva convinto i gestori a proiettare il film in ben tre sale a Ferrara, allora non c’era ancora il multiplex, tra cui anche al Manzoni, il regno a quei tempi dell’essai, anche in quel caso togliendo spazio ad altri film di spessore ma di meno richiamo mediatico. La polemica allora fece centro.
Tornando ai giorni nostri gli amanti degli Avengers sarebbero andati a vedere il film comunque, anche in due sale, e se proprio si vuole dare maggiore visibilità all’evento cinematografico, basterebbe dimezzare gli interminabili intervalli pubblicitari, si ricaverebbe almeno una proiezioni in più al giorno, creando così più spazio per altri film, accontentando anche altri gusti e altro pubblico alla ricerca magari di storie e persone normali, non solo di supereroi ad effetto. Ma a quanto pare i veri vendicatori sono altri. —
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