Sironi monumentale Sessantuno opere in mostra a Bergamo
Sotto i riflettori pezzi da cavalletto e i grandi bozzetti preparatori per i lavori commissionati dal regime
I bozzetti preparatori dei lavori monumentali commissionati dal regime e le opere da cavalletto, disegni, schizzi, tavole per illustrazioni. C’è il Sironi pubblico e c’è il Sironi raccolto degli studi, nella grande mostra che apre oggi a Bergamo, con 61 opere del grande artista. «Il volto austero della pittura» è il titolo dell’esposizione – curata da Angelo Piazzoli e Paola Silvia Ubiali - che abbraccia un lungo periodo che va dagli anni dieci fino alla fine degli anni cinquanta. Nel salone e nel loggiato di Palazzo Creberg si potranno ammirare capolavori della Collezione Banco Bpm, nonché dipinti di piccole e medie dimensioni provenienti anche da collezioni private. Il percorso ha idealmente inizio dal Salone Principale dello Storico Palazzo di Bergamo con un nucleo di importanti progetti per opere monumentali, in primis il bozzetto dell’affresco L’Italia tra le Arti e le Scienze dell’Aula Magna del Rettorato dell’Università “Sapienza” di Roma, databile al 1934-1935. Si tratta di una testimonianza importante perché documenta la prima orchestrazione compositiva dell’affresco. A rievocare l’importante mosaico L’Italia corporativa del 1936-1937, oggi conservato nel Palazzo dell’Informazione di Milano, vengono qui proposte due straordinarie tempere preparatorie per le figure de La Giustizia e la Legge e della Madre con bambino che possiedono la capacità di poter vivere in autonomia senza dare l’impressione di essere “frammenti” di una composizione più grande.
Nel Loggiato di Palazzo Creberg trovano posto le opere di grandi, medie e piccole dimensioni che abbracciano un lungo periodo di tempo: dagli esordi, nei primi anni del Novecento, all’illustrazione, alla pittura da cavalletto che negli anni Trenta fino alla caduta del fascismo è residuale per Sironi ma rappresenta una pagina significativa del diario della sua tormentata esistenza. Il percorso prosegue fino al dopoguerra con pitture sempre più sfatte, affollate di oggetti e figure. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVAT
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
