Vent’anni di attesa e 22 milioni per realizzare il museo Classis
Il primo esempio in tal senso è arrivato dal nuovo Museo della Città e del Territorio, che prende il nome di Classis Ravenna, con sede all’ex zuccherificio di Classe (in via Classense 29, in provincia di Ravenna), alle porte della città, nell’area della Basilica di Sant’Apollinare. E i primi a mettere piede all’edificio riaperto lo scorso dicembre sono stati bambini e ragazzini delle scolaresche del territorio.
Il museo atteso vent’anni è costato 22 milioni di cui 8.4 messi dallo Stato. Le prime parole di soddisfazione all’inaugurazione erano arrivate dal presidente di RavennAntica, Giuseppe Sassatelli: «Lavoro corale, che ha messo in rete istituzioni, persone e competenze... Un patto fra Ministero e Comune, il quale affida alla comunità il suo patrimonio. Un tratto che definirei risorgimentale, che riprende lo spirito di quel tempo, dove si responsabilizzavano i territori nel valorizzare i propri tesori».
il recupero
Il sindaco Michele De Pascale ha ricordato la visionarietà di Pier Paolo D’Attorre e spiega la Ravenna disegnata dal percorso espositivo di Classis: «Nei suoi momenti fulgenti, Ravenna è stata una città dove offerta culturale, lavoro, spiritualità ed etica si tenevano assieme. Un connubio che rappresentava la forza di una realtà faro dell’Occidente. E pensando al recupero dello zuccherificio, possiamo ben dire che in questo caso non solo il contenuto ma lo stesso contenitore rappresenta un valore in sè».
All’interno del museo è presente anche la sede del Comitato cittadino di Classe. Sono state più di 3.600 persone nel weekend dell’inaugurazione a dimostrazione di quanto sia stato prezioso il recupero di questo importante edificio di archeologia industriale. L’area espositiva è di 2.600 metri quadrati con un parco di un ettaro e mezzo aperto al pubblico. Tante le iniziative organizzate ogni settimana, info: https://classisravenna.it/ —
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