Le donne si realizzano nella cultura «Creatività la nostra arma in più»
Tutte concordi le protagoniste: conta anche la caparbietà e non è vero che siamo sempre in gara
Artiste a confronto in un forum che, in una location di forte suggestione, quale è la sala di via del Podestà 14 a Ferrara, ha toccato numerosi temi che ruotano attorno al mondo dell’arte interpretato dalle donne. “La Creatività è anche Donna, donne che si sono realizzate nell’arte” era il titolo del forum organizzato da Antonella Bergonzini, Mauro Simeon e Marco Mariotti, fondatori all’associazione L’arte della solidarietà, e promotori di un progetto che va oltre il forum, con iniziative legate in principal modo alla figura della donna nella società di oggi.
così da sempre
Con due brani eseguiti alla chitarra, Eleonora Poltronieri, insegnante di lettere, musicista, ma anche vicepresidente del Gaf (Gruppo archeologico ferrarese), ha dato il via al forum, ispirandosi a storie di donne antiche, che hanno vissuto durante la guerra di Troia. «È fondamentale mostrare tanta caparbietà, perché un giovane artista possa far valere il proprio talento: c’è sempre qualcuno che storce il naso quando c’è chi propone cose nuove».
Ma se è prevalso, da parte delle ospiti in sala, il convincimento che l’eccessivo individualismo e la mancanza di collaborazione tra artiste determini tutt’oggi uno scoglio alla piena realizzazione dei sogni nel cassetto, Lola Bonora ha rilevato come «le donne che lavorano nell’arte devono rivendicare fortemente il loro essere donne. Debbono sfondare in quanto donne, capire quali sono i loro valori, far capire le differenze sul piano umano, estetico e culturale».
Bonora si è occupata di musica, teatro, innovazioni artistiche, passando anche per il cinema. Ha lavorato all’assessorato alla cultura di Provincia, Comune e Regione, arrivando alla presidenza del Jazz Club. Ha inculcato stimoli ed impulsi notevoli alla crescita culturale della città: «La creatività è molto donna – ha aggiunto –, se esaminiamo la storia anche quella più recente, la creatività era solo nelle mani e nella testa delle donne, che facevano il lavoro degli uomini. La creatività è dentro di noi. Speriamo che non ci castrino».
in gara
Il tema della competizione femminile è stato sviscerato da Silvia Ripà, archeologa, esperta di storia e archeologia romana. È anche saggista, autrice di pubblicazioni scientifiche e da alcuni anni si dedica pure alla narrativa. «Il discorso della competizione femminile è un luogo comune, ma – ha detto –, ma dipende molto dal contesto. Se in un microcosmo c’è un uomo con un potere maschile, la componente della competizione femminile è bassa, ma quando si crea un microcosmo in cui le donne diventano individui e individualiste e ognuna esprime se stessa, si creano collaborazioni meravigliose e nessuna guarda l’altra con invidia».
E se per l’artista e poetessa Marinella Galletti ha un ruolo chiave l’arte-terapia, è stata ribadita la necessità di maggiori sinergie tra associazioni e istituzioni, con l’intervento delle scuole, così come della cultura intesa (e non solo) come forma di investimento per il presente e per le generazioni future, dello scouting e del ruolo delle gallerie d’arte. «Le scuole - ha chiuso Galletti -, devono trasformarsi in laboratori, in grado di offrire tutte le discipline artistiche, dalla musica al disegno, dalla pittura, alla scultura, al teatro, alla danza». —
Katia Romagnoli
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
