È il gran giorno di Alain Delon Attesa per il nuovo film di Malick
Per l’iconico attore francese premio alla carriera: due proiezioni e incontro pubblico C’è anche il film sugli anni napoletani di Diego Maradona
È il giorno (contestato) di Alain Delon, è il giorno del sempre misterioso (e atteso) Terrence Malick, può essere il giorno delle sorprese in un weekend che come ogni anno riempie le strade di curiosi e turisti, nonostante le pessime previsioni del tempo.
Portrait de la jeune fille en feu di Celine Sciamma. In concorso. Sprofonda nel passato della sua terra la regista che, rivelatasi a Cannes, mise a ferro e fuoco la Croisette con «Bande de filles» cinque anni fa. Qui dirige la sua compagna Adèle nel ruolo di Heloise che va in sposa dopo aver lasciato il convento.
A hidden life di Terrence Malick. In concorso. Il grande e segreto maestro del cinema americano non cessa di stupire e questa volta compie la sua incursione nel cuore della storia europea rivelando una vicenda sconosciuta della seconda guerra mondiale. Quella di Franz Jagerstatter, contadino austriaco che si rifiuta di aderire al nazismo dopo l’annessione del suo paese e viene accusato di tradimento dal regime nazista, con condanna a morte.
La lezione di Alain Delon. È solenne l’omaggio che il festival di Cannes gli tributa per i suoi 83 anni, incorniciando il suo incontro pubblico tra due dei capolavori d’interpretazione meno noti: «Mr LìKlein» di Joseph Losey e «La prima notte di quiete» di Valerio Zurlini, entrambi restaurati per l’occasione. L’attore non si sottrarrà a ripercorrere la sua vita e carriera, nonostante le molte contestazioni che hanno preceduto il suo arrivo sulla Croisette.
Diego Maradona di Asif Kapadia. Fuori concorso. Un ritratto davvero insolito quello che del Pibe de Oro traccia il regista inglese di questo racconto in cui, oltre al calciatore più celebre, la vera protagonista della storia è la città di Napoli dove il suo mito ha conosciuto le pagine più sfavillanti. Idolatrato come un Dio fuori dal campo, Diego paga un pegno enorme e doloroso alla sua dimensione di eroe popolare.
Chambre 212 di Christophe Honoré. Un Certain Regard. È la cronaca annunciata di un matrimonio in pezzi quella che Maria vede scorrere davanti agli occhi dopo 20 anni di vita coniugale. Così, senza preavviso, lascia casa e si trasferisce nell’albergo di fronte. Senza che suo marito lo sappia si stabilisce nella camera 212 dalle cui finestre può vedere la sua casa.
The Lighthouse di Robert Eggers. Quinzaine des Ralisateurs. Ancora un film in costume per quello che sembra diventare un tratto distintivo di quest’edizione. Nello specifico il regista rivelazione di «The Witch» trasporta l’azione in un angolo battuto dai venti della Nuova Inghilterra alla fine del XIX secolo. Qui vivono, isolati dal mondo, i due guardiani del faro.
Ceniza Negra di Sofia Quiros Ubeda. Semaine de la Critique. Porta con orgoglio il vessillo della sua terra, il Costarica, che sbarca per la prima volta a Cannes la giovane regista cresciuta a Buenos Aires grazie alla sua doppia nazionalità. Il suo esordio nasce da un cortometraggio e affronta il difficilissimo tema dell’idea della morte che si forma, tra conscio e inconscio, nell’infanzia. —
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