Serata con Malvaldi «Leonardo il genio che tutti noi italiani vorremmo essere»
Il popolare scrittore chiude oggi la rassegna Parole d’autore presentando l’ultimo romanzo «Ai miei lettori chiedo pazienza: il BarLume tornerà nel 2020»
Certamente non mancheranno domande sulla sua popolare serie BarLume, ma stasera (alle 21 al teatro don Gino Tosi di Santa Maria Maddalena; ingresso libero) Marco Malvaldi è ospite dell’ultima serata della rassegna letteraria Parole d’autore per raccontare il suo ultimo romanzo, La misura dell’uomo (Giunti editore). Un’opera dedicata a Leonardo, proprio quando si celebrano i 500 anni della morte.
«Leonardo è una delle poche cose - racconta il popolare scrittore pisano - che unisce gli italiani, come il cibo e la Nazionale di calcio, quest’ultima non sempre... E ricordo la sollevazione popolare quando qualcuno (la Francia, ndr) si attribuì la nascita di Leonardo. Il romanzo è una storia ambientata a Milano, quando Ludovico Il Moro lo chiamò per realizzare il Cavallo di Leonardo, l’opera equestre dedicata al padre Francesco Sforza. È una delle opere più famose del Rinascimento, anche se mai completata perché al momento di forgiarla mancò il bronzo. È un romanzo di fantasia con un piccolo giallo legato a questo episodio, un primo caso di spionaggio industriale».
Leonardo rappresenta in fondo quel genio che ancora caratterizza, forse ingiustamente, gli italiani: «Ma in fondo era un grande speculatore, più che un costruttore era un disegnatore e in parte un pittore. Ma è anche l’ultimo dei filosofi scienziati ed ebbe il merito di inventare l’anatomia. Ma, soprattutto, fu una spugna che seppe assorbire dalle grandi menti che aveva intorno. In fondo, incarna quello che noi tutti avremmo voluto essere».
E torniamo al tema iniziale. Malvaldi è un chimico, esploso come scrittore grazie ai volumi dedicati ai “vecchietti del BarLume”, poi diventati anche una nota serie televisiva. Questa sera non potrà esimersi da domande dei suoi fan sul BarLume: «Un po’ di pazienza, nel 2020 dovrebbe uscire il prossimo volume, anche perché altrimenti l’editore (Sellerio, ndr) mi uccide... Sono contento perché vedo che il caro vecchio libro è sempre in voga. Scaricare un testo non è la stessa cosa, il libro rilassa, ti fa viaggiare con la mente e non si dimentica». —
D.B.
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