La Nuova Ferrara

sabato sera a ferrara 

Il viaggio folk di Hugo Race fa tappa al circolo Blackstar

S. G.
Il viaggio folk di Hugo Race fa tappa al circolo Blackstar

L’artista australiano torna live in città per presentare “Taken by the dream”  Un album profondo che arriva dopo un’incursione nel mondo dell’elettronica

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Hugo Race torna a Ferrara. Il musicista australiano sabato sera sarà sul palco del circolo Arci Blackstar (via Ravenna, 104) per presentare “Taken by the dream”, il suo nuovo album uscito ad aprile per la Glitterhouse Records. Race, dopo un’incursione nel mondo dell’elettronica, con questo disco torna al folk per comporre, traccia dopo traccia, un arazzo profondo e oscuro di complessi stati emotivi, illuminati da momenti di luce e grazia abbaglianti.

il disco

“Taken by the dream” è il risultato di una vita di intrecci musicali e umani; di andate, ritorni e deviazioni lungo una strada che attraversa una pianura sconfinata. Non è difficile, ascoltando queste canzoni, immaginare Race che guida un’auto con il finestrino abbassato per centinaia di chilometri di deserto mentre fa i conti con se stesso.

L’artista di Melbourne, del resto, è narratore per indole e sa comporre (e dosare) argomenti, toni e suggestioni. Ogni brano apre la porta su una stanza nuova ma, ogni stanza, fa parte dello stesso lunghissimo corridoio. Le canzoni si parlano e, allo stesso tempo, parlano a chi le sa ascoltare. L’album è stato registrato in collaborazione con Diego Sapignoli e Francesco Giampaoli (entrambi membri dei Sacri Cuori).

Tanti anche gli ospiti in studio che hanno contribuito come Chris Brokaw (ex Dirtmusic, Come, Codeine), Bryan Colechin (The True Spirit), la violinista Vicki Brown (Calexico), la cantante pop neozelandese Lisa Crawley, Giovanni Ferrario (Scisma, PJ Harvey) e Michelangelo Russo, socio musicale di lunga data.

il personaggio

Dopo l’esordio nei Bad Seeds di Nick Cave, Hugo Race fonda, nel 1985, The Wreckery, band che si contraddistingue nella scena art-punk australiana al punto da diventare una cult band; nel 1989 ha inizio la sua avventura con i True Spirit, gruppo che annovera tra i fondatori anche John Molyneaux, Chris Hughes e Bryan Colechin e con cui pubblica ben 14 album; dopo un’assenza di qualche anno esce a maggio 2015 il quindicesimo album dal titolo “The Spirit”. Nel frattempo, avvia un altro progetto collaborativo con i Sacri Cuori, ed insieme diventano Hugo Race Fatalists, 4 album ed un ep pubblicati con loro, in cui le atmosfere più psichedeliche che si respirano nei pezzi dei True Spirit lasciano spazio a digressioni blues. La voglia di mettersi in gioco e intraprendere nuove strade non si ferma ma, dopo altre collaborazioni (e contaminazioni), arriva il momento di tornare al folk.

il ritorno

Il concerto di sabato, organizzato da Roots Music Club in collaborazione con circolo Arci Blackstar e Il Pali free music events, segna il ritorno di Hugo Race in città. L’artista era stato nel 2015 al circolo Zone K a Malborghetto di Boara (ora non più esistente) e poi alla sala Estense nell’ambito di “Reazione K”, rassegna organizzata dall’associazione che prima aveva il circolo appena fuori città. Ingresso soci Arci, 5 euro. —

S. G.

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