La Nuova Ferrara

xii morelli 

Salame alla brace Una tradizione a tavola per aiutare lo sport

Maurizio Barbieri
Salame alla brace Una tradizione a tavola per aiutare lo sport

Stasera ritorna la tradizionale sagra organizzata dalla società calcistica E occhio all’hamburger con patatine

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Arriva da stasera il primo weekend con la Sagra del salame alla brace di XII Morelli, una delle manifestazioni gastronomiche più caratteristiche della nostra provincia, con un piatto la cui tradizione va indietro nel tempo ed è stata riportata in auge dalla Polisportiva XII Morelli, la quale con presidente il compianto Ermes Govoni decise di proporre (ormai oltre trent’anni fa) questo evento gastronomico per raccogliere fondi a favore dell’attività della società, ora limitata al calcio dilettantistico.

che menù

Lo stand è aperto soltanto la sera fino a domenica e poi ancora dal 14 al 16 e dal 21 al 23 giugno.

Il menù presenta diverse portate da non perdere dal risotto al salame della sagra al tris di primi (tortellini alla panna, tortelli di zucca e risotto al salame), ancora fra i primi bigoli con guanciale e passatelli speck e rucola. Nei secondi il re, il salame alla brace con polenta fritta, ma anche hamburger (il re della griglia ma con pasta di salame) con patate fritte, poi filetto di maiale all’aceto balsamico, salama da sugo con purè, stinco di maiale al forno per arrivare alle portate di pesce, come fritto di mare, rane fritte pastellate, filetto di branzino e orata ai ferri. Ovviamente spazio anche a contorni e dolci vari.

la specialità

Il salame alla brace è un piatto tradizionale: all’investitura del maiale si usava cuocere un salame fresco (stagionatura di appena 2-3 giorni), avvolto in carta di mais, coperto dalle ceneri e braci del camino di casa. Usanza che la sagra porta avanti nel rispetto delle tradizioni, all’interno dello stand gastronomico allestito all’interno del centro sportivo della frazione centese, che può contenere fino a 200 posti a sedere.

A proposito di tradizioni, ci sono diverse interpretazioni ma la leggenda vuole che il nome del paese (in dialetto chiamato “Tiramola”) sia derivato dai dodici cavalli morelli della contessa Matilde di Canossa, “dona Mitelda”. Ma sembra più attendibile la derivazione da una antica misura agraria (appunto il morello) in cui è compreso il paese, situato al confine tra le province di Ferrara, Bologna e Modena. —

Maurizio Barbieri

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