La Nuova Ferrara

Liga Rock Club Oltre due ore filate tra novità e medley Domani il via

Luca Dondoni
Liga Rock Club Oltre due ore filate tra novità e medley Domani il via

Così la prova generale dello “Start Tour 2019” negli stadi Il rocker di Correggio: «Salire sul palco è la mia dipendenza»

4 MINUTI DI LETTURA







. «È stata la prova generale più divertente che abbiamo mai fatto». Luciano Ligabue, alla vigilia del suo «Start Tour 2019», ha invitato giornalisti e amici nel grande parcheggio della Fiera di Reggio Emilia: e lì, davanti a noi, ecco l’enorme palco che girerà gli stadi da domani.

Il debutto è previsto al San Nicola di Bari (il 6 luglio il concerto fa tappa a Bologna, il 9 luglio si terrà a Padova), il cantautore metterà in fila una trentina tra le 182 canzoni scritte in una carriera che l’anno prossimo compirà trent’anni.

«Non so ancora cosa farò per festeggiare, ma immaginatevi qualcosa di grande. Qualcuno mi ha chiesto se tornerò a Campovolo, non so ancora, certo è che i trent’anni andranno festeggiati bene». L’impatto visivo è notevole e i sette mega schermi che si sviluppano in orizzontale su uno stage di ben 58 metri di lunghezza creano un effetto immersivo. Due passerelle, la più lunga arriva per almeno una quarantina di metri dentro la platea, permettono a Ligabue di «toccare le mani di chi mi ama».

A settembre il musical

Lo spettacolo è calibrato e le due ore e un quarto di durata sono apprezzabili visto che di questi tempi i concertoni ostinatamente lunghi rischiano, spesso, di diventare noiosi. Start affidato al nuovo singolo Polvere di stelle per continuare con Ancora noi, A modo tuo, Si viene e si va,

Quella che non sei e l’esplosione di Balliamo sul mondo che dà il titolo anche al musical diretto da Chiara Noschese che debutterà il 26 settembre al Teatro Nazionale di Milano per rimanere in scena fino al 27 ottobre. «È costruito intorno alle mie canzoni e ho deciso di curare la direzione creativa. La trama vede un gruppo di amici che si ritrova dopo 10 anni. Chiara mi hanno chiesto l’autorizzazione e ho detto sì, ma a quel punto ho messo mano anche alla stesura dei testi». Con una bomba come Balliamo all’inizio della scaletta, ci si chiede come si farà ad arrivare alla fine senza un bagno di sudore, ma è tutto previsto. Per smuovere le rotelle della memoria si accende il primo medley con Sogni di Rock’n’Roll, L’amore conta, Il giorno di dolore che uno ha, Tu sei lei e Un colpo all’anima: «Lo cambierò tutte le sere perché il divertimento sta nel mischiare le carte».

Le immagini di un parto

La citazione grafica di Never mind the bollocks dei Sex Pistols con le scritte del liric-video in rosa su fondo giallo sui super screen ad altissima definizione danno grinta a Bambolina e Barracuda, mentre le immagini sui cambiamenti climatici raccontano Non è tempo per noi.

Anche Luciano, come molti suoi colleghi, si spende in favore dell’impegno per il Pianeta: «Lo avevo già fatto con la cover di Bertoli Eppure Soffia, un autentico manifesto in questo senso e tempo fa supportando un progetto di Lifegate».

Le immagini, fortissime, del primo piano di un parto sulla canzone Vita, morte e miracoli scatenano interrogativi:

«Sono immagini crude ma raccontano il miracolo della vita e mi piaceva ci fosse una sorta di shock anche visivo. È una delle tracce più importanti dell’album, il video da lì in poi racconta l’evoluzione di un uomo fino alla vecchiaia, la storia di ognuno di noi».

A un passo dalla gente

Anche La cattiva compagnia aiuta a far riflettere sui propri «mostri», «quelli che a volte non ammettiamo di avere dentro di noi», ma lo show va dritto incontro a un altro medley.

«L’ho chiamato “Rock Club”, porto la band fino alla fine della passerella più lunga, a un passo dalla gente. È un bella botta, con Vivo o morto o X, L’odore del sesso e altre hit che la gente apprezzerà».

Luciano Luisi (tastiere), Max Cottafavi /chitarre), il fido Fede PoggiPollini (chitarra), Davide Pezzini (basso) e il nuovo entrato Ivano Zanotti (batteria) dopo questa parentesi tornano sul palco grande per il finalone e da lì non ci sarà limite agli applausi per l’infilata di Certe notti, A che ora è la fine del mondo e Tra palco e realtà.

I bis sono tre, potenti e da cantare a memoria: Certe donne brillano, Piccola stella senza cielo e Urlando contro il cielo.

È la fine, la camicia è bagnata, il sorriso stampato sulla bocca di chi ha appena assistito a una festa. Di fatto Ligabue ha appena suonato per due ore e un quarto eppure non sembra nemmeno stanco.

Il segreto?

Lo spiega prima di salutarci: «Mi diverto ancora tantissimo, il live è la mia dipendenza, quando finisco un tour parlo con il mio agente (Claudio Maioli miglior amico e manager da sempre, ndr) e gli chiedo: e adesso? Cosa faccio? Come inganniamo il tempo fino al prossimo concerto?». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google