Bizzarri svela Pepe Mujica e fa eco ai suoi insegnamenti
“L’incontro: ...e divenne un sogno” è ispirato dalla visita dell’ex presidente dell’Uruguay
il libro
Ma cosa fa Bizzarri, scrive pure libri adesso? E vuole addirittura 15 euro per un libercolo di appena 69 pagine? Sì, ma non fermiamoci alle apparenze. Per Edizioni Divinafollia, Collana Fuorionda, lo scorso aprile è stato dato alle stampe “L’incontro: ...e divenne un sogno”, a firma di Riccardo Bizzarri. Sì, quel Riccardo Bizzarri, il commercialista, il sindaco appena rieletto di Masi Torello. Quel primo cittadino tanto particolare da portare nel paesino che amministra un gigante di levatura mondiale, qual è Pepe Mujica. E il “libercolo” racconta proprio dell’incontro con l’ex presidente dell’Uruguay, la piccola repubblica stretta fra Brasile e Argentina. Così, la questione iniziale si ribalta radicalmente. Perché quelle 69 pagine si moltiplicano da sé, avendo bisogno di più di una lettura per entrar nella mente e nel cuore di chi le affronta.
prima capire
È la prospettiva, talmente lontana dal quotidiano che ci trascina con la sua frenesia, a imporre il ritmo, a costringere alla riflessione, non prima di aver dedicato tempo alla comprensione e all’elaborazione.
Bizzarri, con il suo scritto, tenta più di un’operazione. Da un lato, regala al lettore momenti intimi, e per questo unici, del suo incontro con Mujica e la moglie Lucia, figura centrale nella vita dell’ex capo di Stato, esaltandone una volta di più l’aspetto prettamente umano, ma anche il confronto politico-intellettuale che ha segnato le loro chiacchierate dopo cena, nella locanda masese in cui Mujica era ospite. Dall’altro, racconta particolari degli incontri pubblici, coglie i dettagli, riferisce gli episodi: su tutti, il dono della foto del proprio orto alla famiglia Salvi, dopo aver visitato lo stabilimento di trattamento della frutta, e il regalo chiesto e ottenuto dal più giovane della banda di Masi Torello, che aveva appena eseguito gli inni nazionali italiano e uruguagio, un cappellino tricolore. Particolari di cui qui non vogliamo svelare la valenza emotiva, lasciandola scoprire al lettore del libro.
il contadino
Al centro di tutto, però, rimane comunque la figura di un Mujica contadino, non più della terra, ma delle fertili menti dei giovani, nelle quali il “presidente povero” è venuto a seminare una visione del mondo diversa e lontana dal modello dominante nell’Occidente. Ecco, l’operazione perseguita da Bizzarri è proprio l’eco di quella breve eppure così intensa visita di Mujica in Italia: povertà e ricchezza, il ruolo della famiglia, la solidarietà, il ruolo del politico, la felicità e il ruolo della terra sono i temi, gli spunti di riflessione che costringono il lettore a leggere e rileggere, mettersi in discussione, riflettere. Per trovare, ciascuno a modo proprio, il senso stesso della propria esistenza. E nei capitoli finali Bizzarri propone la sua lettura, trae le proprie conclusioni, da uomo maturo, sindaco e, soprattutto, padre di famiglia, senza per questo togliere spazio a chi legge per un’interpretazione differente, una scelta diversa eppure possibile sulla strada della felicità. —
Sergio Armanino
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