Il ladro e l’assassina i veri protagonisti «L’umanità è bella perché imperfetta»
Domani in libreria l’ultimo romanzo della “Secretum Saga” di Simoni L’enigma dell’abate nero ambientato nel 1400 tra Firenze e Ravenna
l’intervista
Davide Bonesi
Puntuale non come una cambiale ma come le cose belle, tipo una serie tv, quella che aspetti con trepidazione e arriva nel giorno previsto. Mese di giugno uguale libro di Marcello Simoni in uscita, proprio domani. Il nuovo lavoro dello scrittore lagunare è L’enigma dell’abate nero, terzo e ultimo volume della “Segretum Saga”, ambientata nel XV secolo tra Firenze e stavolta Ravenna. Torna protagonista il misterioso ladro Tigrinus, ma anche il viscido mercante navale Angelo Bruni e la bella cugina Bianca. Tutti impegnati a sventare un attentato al cardinale Bessarione, ma ciascuno con finalità ben diverse.
Insomma, ecco arrivati all’ultima avventura di Tigrinus & Co...
«Non è detto che il cerchio si chiuda qui - risponde l’autore comacchiese tradotto in 18 Paesi nel mondo -, Tigrinus e il periodo storico in cui vive sono a me molto cari per cui potrebbero tornare».
Lo scorso febbraio per Einaudi il romanzo con protagonista l’inquisitore Svampa ambientato nel XVII secolo, ora per Newton Compton questo volume con Tigrinus nel 1400...
«Ho ritrovato dei vecchi amici, non solo lui, ma anche Bianca e Angelo, i quali in questa serie mi hanno dato un motivo di leggerezza, mi rilassano e rendono più facile la scrittura. Tigrinus mi permette di “visitare” la Firenze di Cosimo de Medici da un’altra prospettiva, di notte, sopra i tetti, nelle taverne e nei locali di malaffare, ma anche per Ravenna - al di là della ricostruzione storica - l’atmosfera è giocosa, quasi boccaccesca. Angelo fa da contrappeso, non solo per la mole: se gli altri due sono agili, belli e coraggiosi, lui ha tutte le imperfezioni del genere umano, è viscido, poco intelligente, geloso e invidioso, prepotente e frustrato, il classico antieroe che diventa ingrediente necessario per rendere verosimili le storie. Ma anche gli altri non sono perfetti: Tigrinus è un ladro e Bianca un assassino. A tal proposito, su Amazon Prime ho visto la bella serie “Good omens” tratta da un romanzo di Neil Gaiman e Terry Pratchett, protagonisti un angelo e un demone che si innamorano del genere umano proprio perché imperfetto, né buono e né cattivo, l’umanità è fatta così».
In passato le sue Ferrara e Pomposa, poi Alghero, nel precedente romanzo Milano, ora Firenze e Ravenna. Si diverte a ricostruire le grandi città italiane nel passato dal punto di vista architettonico?
«Moltissimo, le mie in realtà sono indagini archeologiche (materia in cui è laureato Simoni, ndr), perché tutti noi pensiamo di conoscere bene una città, però non è così. La Ravenna del ’400 era incredibile, si parla sempre del periodo bizantino, invece in molte sue parti la forma urbis è ancora quella risalente al periodo in cui fu sotto i Dogi di Venezia, ad esempio piazza del Popolo, tipica veneziana, con al centro il grande spazio per la raccolta, appunto, del popolo e tutt’attorno gli edifici del potere politico e religioso. Quando scrivo ricostruisco personalmente delle mappe (le figure a lato, ndr), perché i protagonisti devono muoversi in un ambiente che sia il più simile alla realtà. Mi sono divertito con i tetti fiorentini per le fughe di Tigrinus».
Quali saranno le prossime città delle sue storie?
«Ho tantissima carne al fuoco, ma nei prossimi romanzi mi sposterò all’estero, ad esempio per Einaudi scriverò del prima poeta maledetto, Francois Villon, mentre un altro progetto è relativo ad una storia ambientata nel mille, in Germania».
«Non riesco a dire no davanti a proposte nuove - continua Simoni -, specie se i progetti sono interessanti. E così sto anche preparando un saggio, fra l’altro per una casa editrice non nazionale, il quale in parte riguarda anche Ferrara, dove parlerò delle Chanson de geste, di Carlo Magno e dell’Orlando furioso, quasi un testo teatrale. Potrò dire di più a breve, ma mi sono divertito nello scrivere questo testo». —
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