Mazzoni e il suo nuovo mosaico tra psichedelia, riti vudù e Ddr
Lo scrittore ferrarese torna con “In un cielo di stelle rotte” «Questo libro per me ha un posto speciale, racchiude la mia idea di narrativa»
Lorenzo Mazzoni, scrittore ferrarese noto per le indagini dell’ispettore Malatesta “sbirro anarchico” da lui inventato, torna in libreria con “In un cielo di stelle rotte” (ed. Miraggi Edizioni). Le pagine del romanzo pullulano di storie e personaggi strani, ci sono pure le tigri di Mompracem di Salgari (e dei Thegiornalisti).
la storia
Uno scrittore senza nome è nella sua vecchia casa di Ferrara, alle prese con gli appunti di storie che non ha mai pubblicato. Utilizzando libri, canzoni e ricordi cerca di comporre innumerevoli tessere in un mosaico unitario, utilizzando i mondiali di calcio come innesco narrativo. Il risultato è la ricostruzione di un lungo periodo storico attraverso due secoli, cinque parti e venti racconti (o, romans, alla Perec) tangenti, intersecanti o paralleli alle varie edizioni della competizione internazionale.
un posto speciale
Nel mosaico di Mazzoni trovano posto un anarchico a Montevideo, le tigri di Mompracem, riti vudù nell’Italia fascista, un misterioso girovago indonesiano, un vecchio ubriacone in un bar di Rio, Caraibi e violenza carnale, l’Lsd, Corea del Nord e psichedelia, la guerra del Vietnam e la controcultura, la Ddr, i desaparecidos, Gramsci, la Colombia di Escobar, l’Iran, Nizza, l’Angola e la guerra di indipendenza, Bucarest, Aruba, New York, Keith Moon, i Beatles...
«Per un autore ogni suo libro è importante, diciamo che questo, per me, ha un posto speciale. Credo - racconta Mazzoni - ci sia tutto quello che sono, la mia idea di narrativa, c’è il mio contributo, da marginale, ai confini e ai dimenticati della Storia». —
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