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Arborea metafora allunga Altri due mesi di Libertà

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Si può immaginare la “Libertà” in molti modi, a Ferrara c’è chi, come il professor Luigi Davide Mantovani, si è appassionato alla visione settecentesca della libertà come albero. E lo si può vedere nella mostra da lui curata al Museo del Risorgimento e della Resistenza (in corso Ercole I d’Este) dal titolo “L’Arborea metafora. L’Albero della Libertà del Castello Estense”.

La novità è che l’esposizione, la cui chiusura era stata prevista per lo scorso 16 giugno, è stata prolungata di due mesi, precisamente fino al 18 agosto.

Mantovani, durante alcuni lavori di restauro del Castello, nella parete di una stanza a volte del piano ammezzato, nei pressi della Torre Marchesana in passato adibita a prigione, ha scoperto alcuni graffiti. Le immagini, in nero e rosso, rappresentavano un Albero della Libertà protetto da un soldato in divisa del periodo del governo francese cisalpino e, intervallata dal varco di una porta realizzata in tempi successivi, la scena di una fucilazione di un condannato, ai piedi di una croce, con un corteo di incappucciati in preghiera.

Mantovani - in collaborazione con il Comitato ferrarese dell’Istituto per la storia del Risorgimento Italiano, l’Associazione Ferrariae Decus e la Fondazione Ferrara Arte -, attraverso stampe, manifesti, libri, manoscritti inediti e medaglie ripercorre l’idea di libertà nel corso del ’700 a Ferrara. —

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