La Nuova Ferrara

estate 1944 

Operazione Mallory Major Gli alleati distruggono i collegamenti sul fiume

Operazione Mallory Major Gli alleati distruggono i collegamenti sul fiume

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Le prime incursioni aeree anglo-americane che interessarono i territori limitrofi al fiume Po, come evidenziato al Museo della seconda guerra mondiale del fiume Po (che ha sede a Felonica, nel Mantovano) sono riconducibili al 1944.

I primi bombardamenti avevano come obiettivo centri logistici nazisti e fascisti, come i depositi carburante. Successivamente mirarono all’interruzione delle vie ferroviarie.

Il 12 luglio 1944, poi, gli alleati diedero il via all’operazione Mallory Major, per distruggere con bombardamenti diurni tutti i ponti stradali e ferroviari sul Po, peraltro già presi di mira fin dall’inizio di quell’anno.

Le operazioni di bombardamento erano compiute dall’aviazione britannica e da quella statunitense con bombardieri medi e cacciabombardieri. L’United States Army Air Force (Usaaf) utilizzò come basi di decollo la Corsica e la Toscana, e nell’ultimo periodo la Romagna. La Royal Air Forces (Raf) utilizzò invece come basi per l’operazione aerea la Puglia, l’Umbria, le Marche e alla fine la Romagna.

I ponti vennero presi di mira a più riprese: a Stellata, ad esempio, il primo bombardamento non diede frutti, con gli alleati che distrussero il ponte di barche solo con un secondo raid, giorni dopo.

La distruzione dei ponti nel 1944 tagliò i rifornimenti per le truppe naziste e fasciste e quindi, l’anno successivo, la loro ritirata.

Nella loro avanzata nell’aprile 1945, costruirono poi tra Mantovano e Ferrarese otto ponti galleggianti sul Po: nel Mantovano due a San Benedetto Po, uno a Revere e a Bonizzo di Borgofranco sul Po; nel Ferrarese i ponti galleggianti vennero realizzati uno a San Biagio di Bondeno, uno a Porporana, uno a Casaglia e uno a Pontelagoscuro. –

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