Il romanzo del dolore Omaggio a Bassani dalla Codigoro che ispirò L’Airone
Opere d’arte nei nove luoghi che racconta lo scrittore Al lavoro l’artista olandese Peeters. Il sindaco: «Emozioni»
Codigoro torna a rendere omaggio allo scrittore Giorgio Bassani. E questa volta lo fa in modo molto particolare, lasciando traccia della sua memoria nei nove luoghi raccontati nell’Airone, il romanzo che ha amato di più.
il progetto
Il Comune ha affidato all’artista olandese Jos Peeters il compito di dare una nuova identità a quei luoghi, con immagini e versi in un percorso a cielo aperto. Alcune opere sono già terminate e Peeters sta ancora lavorando con l’obiettivo di finire nel prossimo autunno. Un itinerario affascinante che interessa l’Idrovoro e l’ex zuccherificio, la piazza Matteotti, l’albergo ristorante Bosco Eliceo, l’Abbazia di Pomposa e Volano, Riviera Cavallotti, Palazzo del Vescovo, la chiesa, Caffé Fetma (agenzia Bper) e la vetrina dell’impagliatore (Bar del teatro).
il sindaco
Entusiasta il sindaco Alice Zanardi: «Quello che sta nascendo è bellissimo, emozionante. Ne abbiamo parlato con la figlia dello scrittore, Paola, che ha dato fin da subito la massima disponibilità mettendo anche a disposizione copia del manoscritto perché l’artista Jos Peeters accanto alle sue opere ispirate al romanzo ha il compito di riprodurre passi del libro con la stessa calligrafia dello scrittore». I permessi sono arrivati anche dalla Commissione qualità e dalla Sovrintendenza e poco prima dell’inizio dell’estate Peeters ha iniziato a creare.
il romanzo
L’idea di scrivere L’Airone nasce del 1948, dopo il suicidio di un amico ebreo ferrarese di Giorgio Bassani ma la storia nasce realmente nel 1965, a Codigoro, davanti alla vetrina di un impagliatore di animali.
L’Airone racconta una giornata di caccia di Edgardo Limenari, agricoltore ferrarese proprietario di terre a Codigoro. Siamo nell’inverno del 1947, nelle nebbie della Bassa e il risveglio di Edgardo è all’insegna del fastidio per ogni cosa. Il romanzo accompagna Edgardo nei suoi spostamenti in quella che è l’ultima giornata della sua vita.
«L’Airone è un libro meraviglioso, delicato e struggente – va avanti la Zanardi – Lo scopo è quello di farlo amare a chi non ha avuto modo di conoscerlo e dare invece la possibilità di immergersi nei luoghi di Bassani a coloro che li hanno conosciuti attraverso le sue pagine».
«Tese l’orecchio. Silenzio. Soltanto gridi lontani di uccelli invisibili, alti nel cielo. Forse alla catena un cane guaiva poco distante. Portò gli occhi in giro sull’immenso paesaggio che lo circondava. Parole sulla piccola casetta di legno all’interno della Garzaia». Frasi che non sono solo parole ma parte della nostra storia che possono entrare, senza forzature, nella mente di chiunque. —
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