Micòl è il concentrato di tutte le donne conosciute durante la giovinezza
Opposte testimonianze sulla protagonista del romanzo Il Giardino dei Finzi-Contini
il caso
Nel 2016 Il Corriere della Sera pubblicò un articolo intitolato “Giorgio Bassani, ecco la vera Micòl”. La vera Micòl sarebbe la donna di nobili natali Teresa Foscari Widmann Rezzonico Foscolo, discendente del poeta dei Sepolcri. A lei, «Una donna colta, libera, spigolosa, faziosa, bellissima» - come la definiva il nipote Ferigo –, lo scrittore aveva regalato il manoscritto del Giardino dei Finzi-Contini, che nella prima pagina riportava la dedica autografa datata 17 dicembre 1961: “Cara Teresa, senza il tuo aiuto Il Giardino dei Finzi-Contini non sarebbe mai stato scritto. Desidero che questi quaderni restino per sempre con te. Giorgio».
La giornalista Laura Laurenzi, che Teresa Foscolo (il nome della donna da ragazza) l’ha conosciuta bene, nel libro La madre americana (Solferino, 2019) scrive che la donna «aveva già i capelli argentati quando conobbe lo scrittore mentre la Micòl del romanzo è bionda». Certo, la donna reale e quella del romanzo sono entrambe «attraenti, ironiche, intelligenti, anticonvenzionali» e tuttavia Laurenzi si chiede «Ma basta questa dedica per dedurne che Teresa era Micòl, o meglio che Micòl era Teresa?».
A leggere le parole di Bassani che si leggono in un dialogo-intervista con Ennio Cavalli dell’84, sembrerebbe di sì: «Micòl non è mai esistita. Eppure l’ho frequentata. Voglio dire che non avrei mai potuto scrivere quel romanzo se non sapessi parecchio di lei. È la trasposizione di una persona che mi era molto cara quando scrissi il libro. Ma in ogni caso, Micòl Finzi-Contini non è esistita dal punto di vista oggettivo. È un mio personaggio, cioé una forma del sentimento».
il confronto
Un amico di lunga data di Bassani, Gaetano Tumiati, ha indicato nella sorella Caterina l’ispiratrice del personaggio di Micòl: «Antonioni si fidanzò con mia sorella, di un fascino botticelliano: di sicuro fra i modelli di Micòl, bionda com’era».
Per la figlia di Bassani, Paola, il padre Giorgio prima di legarsi alla moglie Valeria Sinigallia, aveva avuto una relazione importante con Aurelia Savonuzzi, «ragazza molto giovane e bella, che condivide alcuni tratti con Micòl Finzi-Contini».
Tutte le testimonianze sono veritiere e nella sostanza confermano quanto affermato dalla madre dell’autore nell’aprile ’62, due mesi dopo l’uscita del celebre romanzo: «Micòl è un personaggio nato dalla fantasia poetica di mio figlio. È una donna “costruita”, ecco. Con quei capelli biondi, il corpo flessuoso, la battuta pronta, la sua voglia di vivere, Micòl potrebbe rappresentare il concentrato ideale delle donne che Giorgio conobbe ed amò». —
Lorenzo Catania
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