La Nuova Ferrara

scortichino 

Sua maestà il cappellaccio è ben saldo sul trono Inseparabile dalla zucca

L.C.

Torna la sagra organizzata dalla Nuova Aurora Il piatto è parte della storia del territorio Tra i secondi anche la salamina e il cotechino 

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Torna da sabato fino a martedì 23 al campo sportivo di Scortichino la Sagra del Caplaz, che taglia il traguardo della 24ª edizione.

L’iniziativa nacque durante una edizione del famoso Torneo notturno di calcio. Vent’anni fa alcune signore del paese proposero di dedicare un fine settimana all’insegna del cappellaccio, forti del fatto che in paese già da moltissimo tempo una cinquantina di volontarie confezionavano, rigorosamente a mano, tutti gli anni i cappellacci per la Festa dell’Unità.

Poiché ogni anno aumentava l’affluenza si decise di portare le serate da 3 a 4, ma non furono ancora sufficienti e fu aggiunto un ulteriore weekend per un totale di 8 giornate.

IL MENù

La sagra presenta un ricco menù che contempla tra i primi: cappellacci con ragù, cappellacci burro e salvia, cappellacci panna e cipolla, tris di cappellacci, tagliatelle alla boscaiola, tagliatelle al ragù e maccheroni al ragù. Tra i secondi: grigliata mista di carne di maiale, costata di vitello, salamina con purè, cotechino con purè, tagliata di manzo e straccetti all’aceto balsamico con grana e rucola. Contorni: patate fritte, insalata mista, insalatone misto e verdure pastellate. Dolci: zuppa inglese, sorbetto ciambella con fragolino e semifreddi.

LA SPECIALITà

L’origine dei cappellacci di zucca si inserisce nell’antica e popolare tradizione culinaria di paste ripiene dell’Italia settentrionale. La prima testimonianza scritta risale al 1584, nel ricettario di Giovan Battista Rossetti, scalco della corte estense durante il regno del duca Alfonso II d’Este. In tale ricettario vengono ancora chiamati “tortelli di zucca con il butirro”, ma nei secoli successivi assumeranno la denominazione di “cappellacci”, anche differenziandosi dai tortelli di zucca per forma ed ingredienti. Il termine “cappellaccio” o il suo equivalente dialettale ferrarese, “caplaz”, si riferisce alla forma simile ad un cappello di paglia tipico dei contadini del secolo scorso.

I cappellacci di zucca consistono in involucri di sfoglia all’uovo, di forma quadrata della dimensione chiusa di circa 7 cm, farciti con un impasto di zucca cotta al forno (tradizionalmente zucca violina), formaggio grana grattugiato, noce moscata e sale. Per il condimento è corretto il burro fuso e salvia con aggiunta di formaggio grana grattugiato, ma esistono diverse varianti che prevedono sughi al pomodoro o con salsiccia di maiale. —

L.C.

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