Lumaca Una bontà sopraffina emerge dal guscio
L’antica ricetta del luogo risale al 1611 Ogni anno viene rievocata per la Fiera Nella sala Don Pizzi si partirà domani
Parte domani sera e durerà fino al 10 agosto l’attesa sagra della Lumaca di Casumaro, fiore all’occhiello della storica Fiera di San Lorenzo che si terrà nella sala polivalente “Don Pizzi”.
LA TRADIZIONE
La storia della lumaca in cucina parte da molto lontano: era apprezzata già dai Greci e dai Romani. Nel trattato di cucina di Apicio, si trovano quattro ricette dedicate alle lumache: fritte, arrostite o servite con varie salse. Plinio il Giovane attesta che i ricchi del tempo ne mangiavano molte, provenienti da allevamenti in cui le bestiole venivano ingrassate con farine di cereali ed erbe aromatiche.
Pare che l’inventore di tali allevamenti sia stato, nel 49 avanti Cristo, tal Fulvio Lippino, che importava chiocciole da tutte le parti del mondo. Per soddisfare i suoi ricchi clienti creò un servizio di traghetti che trasportavano a Roma le lumache fresche dalla Sardegna, dalla Sicilia, da Capri, dalle coste spagnole e nord-africane. Nel medioevo ebbero la loro importanza perché considerate un cibo “di magro”. All’inizio dell’Ottocento rientrano nella cucina francese come prelibatezza e la ricetta della lumaca “alla bourguignonne”, già diffusa nel 1840.
L’Antica ricetta delle Lumache alla Casumarese risale al 1611. Proprio per celebrare una storia così importante è indispensabile concentrarsi sui menù proposti.
il menù
Lumache all’olio con mix di verdure e formaggi come antipasti. Poi Tortellini di lumache burro e salvia, Tortello di lumaca al ragù di lumaca, Crespelle alle lumache delizia della sagra, Bigoli al torchio di lumache alla Borgogna, Bigoli al torchio alla carbonara di lumache, Tagliatelle all’ortica con lumache alla Casumarese, Tris di primi alle lumache (tortellini, crespelle, bigoli), Zuppa di lumache in crosta. A seguire: Lumache alla Casumarese, Lumache fritte, Lumache alla Borgogna, Lumache alla Borgogna, Lumache al tartufo in letto di polenta, Tris di secondi (Casumarese, fritte, Borgogna). Non mancherà anche un menù tradizionale con prodotti ferraresi e con tartufo. —
Lauro Casoni
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