Uno studio sui visitatori per capire cosa si prova davanti a un’opera d’arte
È quasi magico come una miriade di sensazioni siano in grado di riempire il nostro animo quando guardiamo un dipinto: basta uno sguardo e quel preciso istante, eternamente incastonato nella tela, nel suo silenzio riesce a comunicare più di mille parole. E se fosse possibile decifrare quella misteriosa interazione che avviene tra uomo e opera d’arte? È proprio di questo che si occupa “Nevart– Neuroestetica della Visione dell’Arte”, la nuova ricerca sperimentale d’avanguardia che è posta l’obiettivo di individuare parametri oggettivi per “misurare” la percezione sensoriale della bellezza dinanzi alle opere d’arte.
il progetto
«La ricerca ruota attorno ad un punto fondamentale della teoria evoluzionistica di Darwin, quello che lui definisce in alcuni suoi scritti come “l’istinto del bello”», spiega Sante Mazzacane, coordinatore del progetto. A partire dallo studio di quegli iscritti è iniziato un lavoro di progettazione che ha portato il Comune di Ferrara, il laboratorio Cias di Unife, il laboratorio di neuroestetica dell’università Bicocca di Milano, il dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze, l’Istituto di Neurosceinze del Cnr di Parma e il liceo Ariosto di Ferrara, a collaborare in un ambiente in cui la parola d’ordine è multidisciplinarità. E dopo la progettazione arriva la sperimentazione.
l’esperimento
Tutta la cittadinanza è invitata a prendere parte alle rilevazioni di dati per la ricerca che, attenzione, non si svolgeranno svolte in un freddo laboratorio, bensì nelle sale del magnifico Castello Estense, dove ci si avvarrà dei dipinti esposti fino al 26 dicembre 2019 nell’ambito della mostra “L’arte per l’arte. Dipingere gli affetti. La pittura sacra a Ferrara tra Cinque e Settecento”. Infatti, nel corso della visita alla mostra, attraverso l’utilizzo di particolari sensori applicati ai partecipanti, i ricercatori saranno in grado di tracciare un quadro neurobiologico dell’esperienza della percezione estetica, con particolare riferimento al coinvolgimento corporeo e mentale di fronte all’opera artistica. Umanisti e scienziati sono pronti a dialogare in un clima di mutuo rispetto e collaborazione: nessuna barriera può frapporsi tra l’uomo e la sua sete di conoscenza. —
Ines Ammirati
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