Il portiere artigiano che fa scarpe da calcio «Per me è come essere sempre in campo»
Lo sportivo comacchiese si racconta alla Nuova: dovevo realizzare il mio sogno e ora sta prendendo davvero vita
la storia
I sogni si trasformano in realtà solo grazie ad un costante impegno quotidiano, applicandosi concretamente in ciò che si ama. Gianluca Facioli, 31enne nato e cresciuto a Comacchio, oggi è un artigiano e crea con le proprie mani scarpe da calcio, sia per uomo che per donna. La sua passione è nata molto tempo fa quando era un ragazzino. Facioli giocava e gioca ancora a calcio (ora è nel San Giuseppe) e il suo primo ruolo fu quello di difensore, che non gli si addiceva per nulla.
Passione portiere
Era totalmente affascinato dalla figura del portiere e, nonostante la sua bassa statura, chiese al suo mister di poter giocare in porta. Ad incitarlo fuori dai campi di calcio, c’era Gianpaolo Cavallari, come un padre per lui. Portava il soprannome del grande portiere Fabio Cudicini che, sebbene non abbia mai indossato la maglia della nazionale, è riconosciuto come uno dei più grandi portieri italiani. Gianpaolo era il padre di un suo amico, che al tempo giocava nella sua stessa squadra di calcio. Lui era stato portiere da ragazzo e così lo prese sotto la sua ala protettiva, trasmettendogli ancora di più la passione per il ruolo di portiere. A lui deve tanto: gli diceva sempre “Gianlu, devi riuscire ad arrivare ad 1.85 di altezza minimo se vuoi essere un grande portiere”, ma a quell’altezza, purtroppo, non arrivò mai...
La svolta
Cominciò a farsene una colpa, finché comprese l’esistenza di moltissimi portieri di piccola taglia in grado di giocare e competere ad alti livelli. Sentì parlare di una vera e propria leggenda, il mitico portiere della nazionale messicana Jorge Campos, da cui trasse profonda ispirazione grazie al suo inconfondibile stile. Egli disegnava, realizzava e indossava divise colorate di ogni genere, create da lui stesso. Per Gianluca, Campos era «il portiere dei portieri, aveva uno stile unico ed inimitabile. Anche io volevo essere come lui, avere il mio stile e così un bel giorno, data la mia passione per le scarpe artigianali, ho deciso di realizzarle per conto mio e usarle per giocare. Quel sogno dovevo raggiungerlo».
Il traguardo
«Passò molto tempo da quel giorno – continua Facioli –, ma il mio sogno prese vita. Ora si chiama Pelletteria 51, il nome che vorrei dare alla mia futura marca di scarpe. Per me è tutto. Realizzare scarpe da calcio artigianali è come essere sempre in campo. Il ruolo da portiere è stato la mia vita, una importante lezione, ti insegna a essere un punto di riferimento per la squadra, a non arrenderti mai, ad essere umile e sincero. Ora alla creazione di scarpe dedico solo il fine settimana, ma presto vorrei intraprenderla a tempo pieno».
E per la vendita delle sue creazioni? «Per ora non ancora, le ho solo presentate – conclude Facioli-. Ho già avuto qualche richiesta e una volta che sarò in regola darò inizio all’attività di vendita. Ho fatto una promessa a me stesso: quella di non mollare mai. Un giorno non sarò più fisicamente in campo, ma sempre con le mie scarpe». —
Mariacarla Bulgarelli
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