La Nuova Ferrara

Servillo canta Napoli «Melodia universale che arriva al cuore»

Samuele Govoni
Servillo canta Napoli «Melodia universale che arriva al cuore»

L’attore e cantante sarà all’Abbazia con i Solis String Quartet Viaggio tra musica e teatro nel segno della tradizione

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Peppe Servillo e i Solis String Quartet portano i mille colori di Napoli all’Abbazia di Pomposa. In “Presentimento”, questo il titolo del concerto che si terrà sabato sera nella storica location nell’ambito della rassegna Musica Pomposa, i musicisti affronteranno con dovuto rispetto i capolavori della canzone napoletana. La tournèe arriva a tre anni di distanza dall’uscita di “Spassiunatamente” che aveva visto per la prima volta Peppe Servillo iniziare un percorso di riletture del repertorio classico napoletano con la fondamentale collaborazione del Solis String Quartet.

Il canzoniere è pregiato, si va dalla “Palomma” di Armando Gill alla “Tarantella segreta” di Raffaele Viviani, dal capolavoro di E.A. Mario che presta il titolo al disco all’ironia di “M’aggia cura” e l’onomatopeico richiamo di “Scalinatella”: uno spettacolo a 360 gradi che tocca musica, teatro e... cuore.

Aspettando il concerto è proprio Peppe Servillo, già frontman degli Avion Travel, a raccontare la forza e la bellezza della musica tradizionale napoletana.

Servillo, secondo lei come si potrebbe descivere la canzone napoletana?

«Come un patrimonio culturale dalle radici profondissime. La sua storia affonda nella storia del teatro musicale napoletano. La canzone, insieme alla melodia, è poetica e ha tantissimo da raccontare. Questa commistione che lega la musica al teatro conferisce alla canzone napoletana un livello alto, capace però di parlare a tutti».

Perché secondo lei questo genere sa essere locale e internazionale allo stesso tempo?

«Ha una risonanza enorme anche all’estero, è vero. Ciò che conferisce alla canzone napoletana un respiro internazionale è la musicalità. Le melodia accompagna il racconto e supporta le parole. La melodia favorisce la memoria, la nostalgia e fa riaffiorare ricordi perduti. Anche un giapponese che non conosce la lingua può commuoversi e lasciarsi trasportare dalla musica napoletana proprio grazie a questa sua melodia che tocca le nostre corde più intime. È un miracolo».

Il percorso di rilettura iniziato nel 2016 prosegue. Quanto c’è ancora da scoprire di questa musica?

«C’è ancora moltissimo da scoprire e, infatti, questo progetto, è la continuazione di un altro cominciato in studio nel 2016. Anzi, se vogliamo essere precisi, la mia collaborazione con il Solis String Quartet nasce ancora prima. Abbiamo cominciato a suonare insieme dal vivo, riarrangiando brani della tradizione e mescolando la musica con il teatro. Il lavoro in studio è venuto dopo ma ogni tassello è collegato all’altro».

C’è un brano tra quelli proposti che sente suo?

«È molto difficile individuare una canzone in particolare. Sono legato a tutte. In ogni brano c’è qualcosa che fa parte di me. Se però devo individuare una canzone manifesto, bè, credo che quella sia “Napulitanata”».

Cos’è nata prima, la passione per il canto o quella per la recitazione?

«Sono nate insieme e insieme procedono. Cantare e recitare sono due strade che porto avanti parallelamente. Sono legato ad entrambe, senza preferenze o distinzioni. Credo, almeno per la mia esperienza, che recitazione e canto siano strettamente collegate tra loro».

Ingresso libero fino a esaurimento posti. In caso di maltempo il concerto si terrà nella sala delle Stilate. —



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