Chiese antiche e gallerie a cielo aperto Viaggi infiniti tra i confini regionali
Cinque borghi raggiungibili in un paio d’ore per scoprire i mille volti dell’Emilia e della Romagna
È tornato il caldo africano, quello che fa boccheggiare, che fa sognare bibite ghiacciate e ventilatori accesi sempre al massimo. Sono giorni di fuoco, da bollino rosso, con massime che oscillano tra i 35 e i 38 gradi; giorni in cui l’avvertenza “non uscire dalle alle”, diventa un codice da seguire fedelmente. O si resta barricati in casa, in attesa di un (modesto) abbassamento delle temperature, o si cerca ristoro altrove. Per chi è abituato alla pianura totale, come quella ferrarese, anche passare una giornata un paio di centinaia di metri sul livello del mare può fare la differenza.
Ma dove andare? Dove fuggire? Se si ha solo un giorno, o al massimo due, per evadere e cambiare aria non ci si può allontanare più di tanto ma, fortunatamente, anche a distanza ravvicinata in Emilia Romagna si possono trovare luoghi incantati. Ci sono borghi che conservano tra le loro pietre un fascino dal sapore antico. Secondo l’associazione de I Borghi più belli d’Italia, nata nel 2001, sono tredici quelli che, in questa Regione, rientrano tra i più belli del Paese.
i borghi
Da Bobbio a Verucchio, passando per Brisighella, Castell’Arquato, Dozza, Fiumalbo, Compiano, Gualtieri, Montegridolfo, San Giovanni in Marignano, San Leo, Vigoleno e Montefiore Conca, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Quasi tutti raggiungibili nel giro di un paio d’ore (minuto più minuto meno) dalla città estense, questi borghi racchiudono piccoli mondi che meritano di essere scoperti e tutelati.
LA SCELTA
Prima di decidere bisogna fare i conti con alcuni fattori che, essenzialmente, possono essere ridotti a due: il tempo e il gusto.
Meglio scegliere un posto vicino, in modo che la gita fuori porta non diventi una corsa contro il tempo (tutt’altro che rigenerante), e magari scegliere un borgo in linea con i propri interessi (artistici, architettonici ma anche, perché no, enogastronomici). Se si può trascorrere la notte fuori porta ci si può spingere lontano; ma se si tratta di una gita giornaliera, meglio tenere d’occhio le lancette dell’orologio.
CINQUE CONSIGLI
Tra le tredici località disseminate tra Piacenza e Rimini, i due antipodi collegati dalla Via Emilia, ne abbiamo individuate cinque. Cinque borghi facilmente raggiungibili, tutti diversi ma affascinanti. Dozza è sicuramente il più vicino, appena ottanta chilometri da Ferrara.
Il borgo, chiamato anche “Città del vino”, è sede dell’Enoteca Regionale dell’Emilia-Romagna, dove sono a disposizione per la degustazione e l’acquisto oltre 800 etichette. L’intero borgo è un museo all’aperto ricco di un centinaio di opere realizzate nel corso di oltre cinquant’anni direttamente sui muri delle case.
San Giovanni in Marignano, in provincia di Rimini, si raggiunge in poco meno di due ore. Il paesaggio della valle è ancora prevalentemente agricolo, con intere colline coltivate e case rurali sparse. Da vedere il museo dell’arte e della civiltà contadina, Casa di Artemisia e la mostra etomologica permanente.
Sempre in terra romagnola c’è Montefiore Conca (nel Riminese). La rocca Malatestiana, “grattacielo medievale che cerca la luce” – secondo la definizione di Ugo Amati – è il più potente simbolo del potere malatestiano in tutta la Valconca. La rarità dell’ambiente naturale che circonda Montefiore è la convivenza di ulivi e castagni in un’area così vicina al mare. Oltre alla rocca è possibile visitare anche la chiesa parrocchiale di San Paolo, di origine trecentesca, la piccola chiesa dell’Ospedale, iniziata nel 1461, e il santuario della Madonna di Bonora.
Tornando nell’Emilia profonda, è possibile raggiungere Compiano. Il borgo si trova in provincia di Parma e per raggiungerlo ci vogliono un paio d’ore abbondanti. Posto sulla strada che collega l’Emilia alla Liguria, tra i boschi dell’Appennino parmense ricchi di funghi e arboree penombre, Compiano è il tipico borgo castellano di impronta medievale fiorito intorno al baluardo difensivo dell’Alta Val Taro. Da vedere palazzi nobiliari e case torri, la chiesa di San Giovanni Battista, l’antico municipio e tribunale di Compiano.
Ultimo ma non ultimo, a quasi mille metri di altezza e a 2 ore e 15 da Ferrara, c’è Fiumalbo. Il borgo in provincia di Modena ha origini lontane nel tempo, come testimoniano i “casoni” o capanne celtiche. I boschi intorno formano una corona naturale su cui si impongono le vette del Frignano e il monte Cimone. Tra i luoghi che meritano di essere visit la chiesa dell’Immacolata Concezione e il convento dei Frati Minori. Il 23 agosto, in occasione della festa di San Bartolomeo, il borgo s’illumina con torce, fiaccole, candele. Dopo la processione ci sono i fuochi d’artificio. Il giorno seguente si svolge la fiera, con l’allestimento delle bancarelle per le strade del paese. —
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