Migliarino di ieri e di oggi Paganini cantore di una comunità
Aneddoti, famiglie, edifici e personaggi trovano spazio in un volume: «Orgoglioso di abitare qui»
È stato presentato al campo sportivo il libro di Carlo Paganini dal titolo “Migliarino di ieri e di oggi”, appena uscito per la casa editrice ferrarese Nuovecarte di Silvia Casotti. Così come nel suo primo libro, “100 profili”, Paganini parla della storia del paese, dove è venuto a vivere 40 anni fa, dopo aver vissuto anche in Piemonte.
il testo
A introdurre il volume è l’amico Romano Sgarzi: «Questo libro parla di memoria e di ricordo - dice -, pagina dopo pagina porta con sé il piacere del ricordo e un’attraente nostalgia del tempo che fu. Carlo racconta la vita, parla di noi e ci rende consapevoli di essere protagonisti e creatori della storia, circoscritta certo, ma non meno importante, regalandoci dignità, unicità e l’identità. E così l’autore inizia parlando un po’ di Migliarino come se ci accompagnasse in una delle sue passeggiate mattutine. Ci ritroviamo a camminare accanto a lui e ad ascoltare il racconto, magari inizialmente distratti da una storia nota: le ville, la nascita del Comune, e pian piano rapiti dalla memoria ci troviamo catapultati in una serie di mondi, luoghi riscoperti, sensazioni perdute, persone note e meno note o scomparse che facevano parte della nostra vita. Ogni tanto ci si ferma, soprattutto quando andiamo troppo veloci, e Carlo vuole dirci di rallentare di assaporare i momenti che si susseguono nel corso della nostra vita anche se sembrano insignificanti perché è dai piccoli gesti , giorno dopo giorno che sta il segreto della vita. Bisogna fare attenzione alle cose, ai rapporti , ai sentimenti. E all’improvviso con un abile gioco, Carlo ribalta i ruoli, comincia a far proseguire a noi il racconto ci spinge sul palco affinché tutti ci vedano senza applausi o fischi, costruire un paese attraverso le nostre storie».
il corredo
Il libro si apre con la prefazione del giornalista Dario Salvadego ed è ricco di immagini, oltre 100, quasi tutte realizzate da Luigi Padroni, appassionato di fotografia oltre che di arte e cavalli. La copertina riporta un’illustrazione di Matteo Paganini, ma tante altre sono le voci che affiancano l’autore in questa costruzione, si può quindi immaginare come il volume sia stato scritto e pensato attraverso una fitta rete di amicizie, collaborazioni, testimonianze, che l’autore ha saputo mettere a frutto raccogliendo nelle 200 pagine a colori la storia antica e le vicende di oggi della sua Migliarino.
l’autore
Da dove nasce l’idea di scrivere questo libro? «Dopo 41 anni che vivo a Migliarino - risponde Paganini - e per averne viste di cotte e di crude. Quando venni nel 1976 Migliarino era una cittadina: chiesi ad un mediatore un terreno e se c’era la possibilità di costruire una casa; mi avevano detto che Migliarino era l’ideale tra Ferrara e il mare, ed effettivamente era una cosa spettacolare. Mi sono trasferito qui nel ’78: sono ancora qua e sono orgoglioso di viverci».
Ma si può ancora parlare di Migliarino dopo la fusione (ora il Comune è Fiscaglia)? «Per principio non tocco il discorso politico, sono incompetente e preferisco rimanere tale. Secondo me non è stata ben digerita, Migliarino ha certi difetti ma anche tanti pregi: ci sono tante capacità, di vendita, di proporsi, forte ironia e tanto spirito d’iniziativa».
le storie
Ovviamente in un libro così ricco di momento, si citano personaggi e aneddoti. «Intanto - spiega l’autore -, ci sono sette torri che dominano. Sono partito da lì perché lusingato ed entusiasta di quello che era Migliarino. Sentivo la necessità di riportare questi fatti, a mio modo, dopo aver letto diversi libri di scrittori affermati, molto più competenti. Ho ritenuto per ogni villa e ogni “signore” di allora, di andare a trovare un parente o un amico, e così ho fatto, per ricordare le famiglie e le eccellenze di un tempo, ad esempio lo zuccherificio con 1.000 persone che vi lavoravano, e le 4 fornaci. Tra i personaggi penso a Secco, il portalettere. Amava il buon vino, è stato premiato dalla Montenegro perché in un giorno ha bevuto 32 calicini... ma era anche uno juventino sfegatato: una volta con gli amici in pullman andò a Firenze per vedere Fiorentina-Juventus, ma anziché andare dove c’erano gli ospiti andò in curva Fiesole dove c’erano i viola e l’hanno spogliato del tutto. E ci sono state anche professioni storiche, tuttora attive come Salumificio Zironi, Pasticceria Antonito e Panificio Manarini, delle quali parlo nel libro e di aiuto alla festa di presentazione».
Il libro, del costo di 15 euro, e si può acquistare all’edicola di Migliarino. —
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