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venerdì A Ferrara  

La poesia pronta ad alzare la voce Strumenti in pausa per i versi

Matteo Bianchi
La poesia pronta ad alzare la voce Strumenti in pausa per i versi

Per l’ottavo anno consecutivo i poeti tornano a farsi ascoltare in Castello Tra gli ospiti anche Maria Borio: «Abbiamo la necessità di un pensiero critico»

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Quando ad avere la meglio è il linguaggio che fa chiasso, quando è la violenza che prevale sui social o allo stadio, cresce la necessità di parole scritte e pronunciate per rimanere, che non siano prevaricate da altre grida, da altre offese. Restano giusto i poeti a cercare la parola adatta a ogni momento, lasciando fluire la rabbia per salvare i sentimenti costruttivi.

Il Ferrara Buskers Festival accoglie “Poesia per strada” per l’ottavo anno consecutivo: venerdì, sempre nel cortile del Castello Estense, sempre alle 20, durante la pausa degli strumenti.

la forza della poesia

«La poesia è come la vertigine di un bisogno di cui non si riesce a essere interamente padroni, che fa stare dentro la vita, nudi di fronte alle nostre emozioni, ai nostri pensieri e alla complessità della realtà umana. Ci fa veri», afferma Maria Borio, la quale figura tra gli ospiti della serata.

Essere veri di fronte alle emozioni e alle idee non offre anche una possibilità di sviluppare un pensiero critico? «Il fine della poesia come mezzo espressivo è anche questo. Se la poesia è autentica e ha una visione, può stimolarlo. E oggi, in Italia, la prima cosa sulla quale si dovrebbe riflettere è la necessità di un pensiero critico».

l’ospite

La poetessa di Perugia leggerà dalla sua nuova raccolta, “Trasparenza”, edita da Interlinea. Il titolo è una parola che si sente spesso: in politica, in sociologia, in economia, in filosofia.

Si chiede così spesso trasparenza... Ma siamo incoraggiati a vivere vite trasparenti? «Oggi i rapporti e le comunicazioni possono essere rapidi, fluidi, la realtà è precaria, fitta di intermittenze e di riprese – aggiunge Borio –. Attraverso i mezzi digitali, come uno schermo di un telefono o di un computer, possiamo essere virtualmente ovunque, il nostro interlocutore o i nostri interlocutori dall’altra parte dello schermo sono vicini e lontani. C’è uno spazio collettivo virtuale fluido e anonimo, ma con crepe di bagliori e di sangue, con una radice umana che si può raccogliere come avvertire un sorriso tra le fossette del viso illuminato dalla luce digitale».

coordinate

La consapevolezza con cui l’autrice buca lo schermo non manca anche a Fabrizio Lombardo, che presenterà le sue spiazzanti “Coordinate” per la crudeltà, edite da Kurumuny nella collana “Rosada”.

Bastano pochi versi per rendersene conto: «Dal finestrino, in auto, verso Vercelli un crepuscolo / di fari e nebbia. Dietro: la struttura del magazzino / di Amazon assorbe l’urto dello sguardo, sposta il pensiero / di lato e scarta secoli di storia sociale e lotta di classe. / Tutto, oggi, è in pronta consegna».

Lombardo prende inevitabilmente una posizione rispetto al presente, seguendo l’esempio di Roberto Roversi, secondo il quale i poeti non potevano sottrarsi al dibattito politico, inteso come confronto alla pari per il bene di tutti. —

Matteo Bianchi

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