La Nuova Ferrara

Un futuro nero e decadente Prima storia gothic-punk estense

Valentina Cristiani
Un futuro nero e decadente Prima storia gothic-punk estense

L’eclettico scrittore ferrarese Ganzaroli sorprende i lettori «Il mio è un genere nuovo, davvero impossibile da inquadrare» 

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il personaggio

L’eclettico scrittore e artista ferrarese, Maurizio Ganzaroli, anche pittore, scultore, videopoeta e blogger, nato 50 anni fa dentro a Palazzo dei Diamanti, è un “maestro” impegnato su più fronti. Curioso, poliedrico e osservatore, il suo ultimo romanzo, Il canto della Luna, è la prima storia gothic-punk ambientata a Ferrara.

Un nuovo genere letterario ispirato allo stile gotico della narrativa dell’800 virato verso atmosfere fantascientifiche e futuristiche. «Ho letto qualche migliaio di libri facendone tesoro nella mia memoria – spiega Ganzaroli – e, per così dire, “digerendoli. Fino ai 17 anni scrissi diversi racconti ispirandomi a Poe, Lovecraft, Mary Shelley, per poi cominciare ad avere uno stile completamente mio. Mi accorsi, scrivendo questo primo romanzo, che era uno genere particolare che non era possibile inquadrare, così gli diedi un nome e delle regole che determinano il “gothic-punk».

il genere

Genere che unisce la letteratura gotica e la fantascienza. Le regole sono: stile narrativo o soggetti del romanzo gotico ottocentesco; la storia deve essere proiettata verso il futuro e non importa di quanti anni; il futuro deve essere sempre distopico.

Si parla di una Ferrara del 2030, non molto differente da quella attuale ma più decadente. «Vedendo come nella letteratura veniva immaginato un futuro sempre più bello, roseo e tecnologico di quanto poi non sia il nostro presente, ho immaginato che in soli 11 anni la nostra città non sarà tanto diversa e che quello che non va adesso alla fine si farà prima a lasciarlo decadere, che aggiustarlo».

La prima presentazione (alla Feltrinelli) è stata innovativa. L’autore è stato affiancato dal cantautore Leonardo Veronesi che ha eseguito alcuni brani. «La presentazione insieme all’amico Leonardo è stata pensata in modo particolare in quanto io amo la sua musica. Nel libro si fa riferimento a Lilith che nella tradizione ebraica sarebbe stata la prima moglie di Adamo, poi ripudiata perché non si piegava al volere di nessuno. Precipitata sulla terra divenne una creatura della notte costretta a nutrirsi dell’energia dei viventi, da cui nacquero i miti dei vampiri, degli incubi e dei succubi. Pensai che non si era mai visto un balletto tra uno zombie e una vampira, mi sembrava particolare farlo con la musica di Leo». –

Valentina Cristiani

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