Sculture da “leggere” al Magi 900 La stagione riparte da Melotti
Pieve di Cento, al via domani il nuovo ciclo di incontri dedicati all’arte Tassinari proporrà un focus sulle opere della collezione: si inizia con “Alberello”
La fine dell’estate si avvicina e il museo Magi 900 di Pieve di Cento si prepara a riaprire i battenti. Dopo la pausa, infatti, il museo di via Rusticana si prepara a riaprire i battenti ma non sarà una semplice riapertura fine a se stessa. Domani, infatti, si terrà il primo appuntamento di “Leggere un capolavoro”, nuovo ciclo di incontri che fino al 22 settembre animeranno la struttura centopievese.
la novità
L’iniziativa è pensata per offrire gratuitamente al pubblico la possibilità di approfondire la conoscenza delle più importanti opere della collezione. Ideata da Valeria Tassinari, la rassegna “Leggere un capolavoro” prevede allestimenti dedicati a singole opere, individuate tra quelle più rappresentative della ricerca artistica del Novecento, che saranno esposte periodicamente nello spazio Open box del museo per consentire una contemplazione più concentrata e attenta.
Una scheda di lettura e la selezione di brevi scritti degli artisti e dei loro critici più attenti artisti consentiranno ulteriori riflessioni sulla poetica e sul progetto.
la prima opera
Si comincia con “Alberello”, una grande scultura di Fausto Melotti del 1965, che ben rappresenta quel radicale momento di svolta nella ricerca dell’artista che lo avrebbe poi portato al grande successo internazionale. È il momento in cui l’artista riprende con decisione il percorso sull’astrazione, già avviato nella pittura e nelle opere plastiche e ceramiche della giovinezza, introducendo l’uso di lamine, catenine, maglie e fili in metallo. La sua nuova tecnica – fatta di scheletri filiformi, saldature delicate, lamierine ritagliate come fogli bidimensionali – gli consente di tracciare ritmi lineari, sospesi su strutture aeree che disegnano lo spazio più che occuparlo.
Questa nuova interpretazione, in cui vuoti e pieni si alternano come note e silenzi su una partitura sperimentale, si allontana in maniera radicale da qualunque concezione tradizionale e monumentale di scultura.
Nel caso di “Alberello”, ad esempio, la forma è tracciata da una grafia nitida di ottone, in cui l’ovale e la spirale cercano un accordo ritmico non prevedibile, vagamente suggestivo della relazione tra chioma e foglie, alcune delle quali appaiono in bilico. La struttura, pur fragile e quasi evanescente, si rivela potentemente sensibile alla luce, pronta a interagire con l’incantevole gioco di ombre proiettate, che moltiplica e rende vibrante la visione. La scultura, già appartenuta alla collezione torinese di Giulio Einaudi, fa parte della Collezione dei Maestri Storici di Giulio Bargellini
lo scultore
Fausto Melotti (Rovereto, 1901 – Milano, 1986) artista, ingegnere, musicista, scrittore è considerato uno dei massimi innovatori della scultura europea del Novecento. Compagno di studi di Lucio Fontana alla scuola di Adolfo Wildt, fu protagonista del movimento astrattista internazionale. Le sue opere artistiche sono nelle più importanti collezioni museale private del mondo.
Il museo è aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18. Info: 051.6861545. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
