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il giallo 

Prima volta di Simoni per Mondadori E spunta la leggenda del licantropo

Davide Bonesi
Prima volta di Simoni per Mondadori E spunta la leggenda del licantropo

L’autore: «Questo tema mi ha sempre affascinato. Il Medioevo periodo ideale per ambientare storie»

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Una prima volta ma, d’altronde, l’occasione era tale che non si poteva proprio dire di no. E così Marcello Simoni, lo scrittore ferrarese più letto d’Italia, da oggi è in libreria (e in edicola) con una nuova pubblicazione, intitolata “Il lupo nell’abbazia”, realizzata per la collana “Il giallo Mondadori” in occasione dei novant’anni di questa collana, inaugurata dal romanzo “Km 123” di Camilleri.

Simoni, contattato dalla prestigiosa casa editrice, ha accettato pur dovendo rispettare quelle che sono le caratteristiche dei gialli Mondadori, ossia la dimensione. E così “Il lupo nell’abbazia” è complessivamente di 192 pagine (costo 15 euro).

«Bella esperienza e grande soddisfazione essere chiamato dalla Mondadori - racconta l’autore comacchiese -, a cui devo aggiungere il piacere della lavorazione di questo libro, rispettando i canoni Mondadori. Alla fine sono meno di 200 pagine, secondo me si può leggere quasi come un fumetto e non a caso si trova anche nelle edicole».

la storia che cambia

Il medievalista Simoni per questo romanzo breve o racconto lungo ha portato due novità non da poco per chi lo legge e lo conosce ormai da tanti anni. La prima è di carattere cronologico, perché questo testo è sempre ambientato nel Medioevo, ma in un periodo ben diverso da quelli in cui solitamente Simoni ambienta i suoi romanzi. «Per la prima volta scrivo prima dell’anno 1000 (la storia parte nell’Anno Domini 832, ndr), un’epoca davvero remota, quasi primitiva. Oserei dire la parte buia del Medioevo, anche se è quella delle grandi guerre dinastiche, successive alla morte di Carlo Magno e nell’età di Ludovico il Pio, dunque affascinante per i temi e, soprattutto, humus di molte leggende arrivate sino ad oggi. Poi, tali dinastie utilizzavano la religione (in questo caso l’ordine benedettino) per governare più facilmente i sudditi».

Altra novità l’ambientazione, ossia la Germania. Precisamente l’abbazia benedettina di Fulda, in Assia, dove un contingente armato dell’imperatore Ludovico il Pio trova riparo da una tormenta di neve, ma nel bosco vicino viene rinvenuto un primo cadavere straziato da un animale. «La Germania è un territorio “nuovo” per me - conferma Simoni -, diverso da quelli con cui mi sono rapportato finora. Qui, ad esempio, i monaci si danno il “tu” latino e il “voi” è riservato al solo abate. Poi Fulda allora era un’abbazia circondata solo da foresta e omonimo fiume».

werwulf

Ma parlando di leggende tramandate sino ad oggi, ecco il vero protagonista del giallo di Simoni, il licantropo, in tedesco werwulf. «Partiamo dal presupposto che non stiamo parlando dei lupi mannari di cui si è parlato e scritto tanto fino ad oggi. Ma proprio in quel periodo del Medioevo si fanno i primi accenni della licantropia, “mostri che vogliono divorare la luna”. È un tema che trae origine dal folklore, - erede delle divinità celtiche e in parte anche romane - che mi ha sempre affascinato, anche più del vampiro. Il licantropo appare le prime volte in scritti greci e romani, pensiamo alla maga Circe che trasformava gli uomini in animali, seppure erano porci. E nel 1200 si scrive delle fate come di esseri selvatici che trasformano i loro amanti in lupi. Nel romanzo c’è anche una nota documentaria».

prime uscite

Stavolta non sarà la “sua” Ferrara ad ospitare la prima presentazione del nuovo romanzo. Infatti, il debutto per “Il lupo nell’abbazia” sarà giovedì pomeriggio al Festivaletteratura di Mantova, alle 14.30 a palazzo San Sebastiano (Largo XXIV Maggio 12), affiancato da Luigi Caracciolo. Il tema della presentazione mantovana “Sulla onda del mistero” ed è su prenotazione (tutte le info sul sito della popolare rassegna). E sabato 14, alle 18, Simoni sarà all’Ibs + Libraccio di Ferrara, assieme alla giornalista Camilla Ghedini. —

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