La Nuova Ferrara

la festa d’addio 

Il dj Miki B appende le cuffie al chiodo «È giusto uscire nel migliore dei modi»

Davide Bonesi
Il dj Miki B appende le cuffie al chiodo «È giusto uscire nel migliore dei modi»

Sono passati 40 anni dalla prima volta allo Sharp di Ferrara «Un mondo cambiato: i locali chiusi e innovazione finita»

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Venerdì i Giardini Sonori torneranno a far rivivere gli ultimi anni d’oro delle discoteche, ’80-’90 e primi 2000. L’occasione è speciale, la festa per i 40 anni di carriera da disc jockey di Michele Baglioni, bancario ferrarese noto a tutti con il nome d’arte Miki B. Quattro decenni al mixer, qualcosa come 4.000 serate in 200 locali tra Ferrara e provincia, ma anche le province confinanti, il difficile conteggio di 5 milioni di persone nelle discoteche dove ha lavorato. Attenzione, chi non lo conosce bene penserà che sono conti approssimativi, invece no: Miki B è un grande appassionato di questo mondo, ricorda con precisione la prima volta in cui ha lavorato, così come ha collezionato locandine, biglietti d’ingresso, ovviamente dischi e perfino libri dedicati al mondo della notte. Quel mondo che venerdì sera saluterà, perché ha deciso di appendere le cuffie al chiodo.

la prima volta

Ebbene, proprio il 1 3 settembre del 1979, il giovane Michele Baglioni metteva su i dischi per la prima volta in un locale allo Sharp di via Pomposa, l’ex Taverna. «Ho avuto da sempre questa passione - ci racconta -, poi in anni successivi ho iniziato a collezionare materiale, dalle foto alla grafica dei biglietti, fino ad un centinaio di libri, soprattutto stranieri, dedicati ai locali, dal boom negli Usa alla storia delle principali discoteche italiane. E non mi fermo, continuo a raccogliere materiale, ovviamente dischi: ne ho circa 30.000. E visto e considerato che i miei tre figli non sono particolarmente interessati, fra non molto dovrò capire che fine faranno...».

l’addio

Certo, in questi 40 anni il mondo della notte è cambiato notevolmente. Basti pensare a quante discoteche c’erano ad inizio millennio fra città e provincia e quante ne sono rimaste oggi. Già questo è un buon motivo per smettere... «La mia è una scelta diversa, penso che tutto abbia un ciclo, un inizio e una fine. Nel nostro mestiere è difficile scegliere la seconda, in fondo potrei fare il dj ancora a lungo, però credo sia giusto ad un certo punto uscire di scena e nel migliore dei modi, ecco perché ho voluto salutare tutti con una grande festa. Un modo per ringraziare chi si è divertito con la mia musica. E chi come me ama queste canzoni».

un mondo che cambia

Le discoteche spariscono, ormai si contano sulle dita di una mano, eppure i dj internazionali fanno concorrenza alle star del rock... «Ma sono situazioni diverse, ora non c’è più la fascia media: o sei un dj con cachet che sfiorano i 100.000 euro o altrimenti fai serate per pochi euro. Mancando i locali, manca la possibilità di lavorare. E poi oggi chiunque può fare il dj, basta una settimana di “studio” per essere in grado. Una volta si andava nelle discoteche per sentire un dato dj, era lui che faceva tendenza. Oggi è sparita l’innovazione, arrivi in un locale e devi mettere su reggaeton, latino, house e qualche italiano, sono i clienti che stabiliscono il trend della serata. Il passaggio dal vinile al cd è stato emblematico, ma non sono un nostalgico del vinile, è solo una constatazione».

gli anni d’oro

Miki B ha vissuto tutte le fasi belle delle discoteche, compresa l’ultima ad inizio anni 2000. «Che tempi, penso ai Lidi, alla Casbah venivano 15.000 persone in una settimana, ora serve un anno per farle... Poi gli aperitivi, l’ultimo grande momento importante. Personalmente, però, credo che il momento d’oro sia coinciso a fine ’80 con la musica house: le discoteche arrivavano dal crollo post discomusic. I locali erano divisi per genere, dal commerciale al rock-new wave, dal rock all’elettronica. La house ha messo tutti d’accordo: fino a metà degli anni ’90 tutti i locali erano colmi di persone, addirittura la Panini fece l’album delle figurine».

amici e colleghi

Oltre ai tre dj protagonisti della serata di venerdì, in 40 anni Baglioni ha frequentato tante persone e discoteche. «Sono stato fortunato: molte volte ero al posto giusto, nel momento giusto con persone giuste. Diciamo che fra tutti i locali sono affezionato ai Giardini Sonori, perché lì ho conosciuto mia moglie. Poi non posso dimenticare Gianluca Antonelli, con cui ho lavorato tantissime volte, Eddy dj, Marcello Treossi, Paolo Guerri e Paolo Sorrentino, ora dj a Montecarlo. Ma ho sempre avuto buoni rapporti con tutti, titolari e staff. Magari da qualcuno avanzo ancora dei soldi, ma mi sono divertito e questo basta». —



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