Carrà, un trattato a fumetti sul “morbo del calcio” La storia finisce su Linus
Sul numero di settembre della rivista Linus, l’artista ferrarese, Marcello Carrà, accompagna il lettore in una riflessione sul gioco del calcio e sui limiti della tifoseria “cieca”. Alla base della “Breve dissertazione sul morbo del calcio”, uscita sulle pagine della rivista edita da Baldini & Castoldi, la visione del calcio come “oppio dei popoli”.
L’autore, sotto lo pseudonimo di Dr. E. Malerbius, usa come sua abitudine la penna al posto del pennello e, con questo lavoro, si è lanciato nella produzione di un trattatello che non lascia dubbi sulla sua posizione filosofica riguardo questo sport tanto osannato e acclamato.
l’opera
I trentasette disegni eseguiti nel suo inconfondibile stile, sono immersi in un testo che corre attorno alle immagini come un pallone libero. Al lettore è richiesta una discreta voglia di godere dell’ironia pop con cui Carrà mette l’interlocutore in guardia contro “l’oppio del popolo” che è il calcio.
“Oppio” che, come sottolinea Adriano Ercolani nell’introduzione, ha catturato il cuore di molti intellettuali e scrittori tra i quali Pier Paolo Pasolini, Carmelo Bene, Albert Camus, Osvaldo Soriano ed Eduardo Galeano. E pure molti pittori da Carlo Carrà a Henri Rousseau. È difficile descrivere i soggetti pseudo scientifici che Carrà riesce a inventare per avvertirci riguardo i rischi del fanatismo calcistico. D’altronde come si potrebbe stimolare diversamente una riflessione critica su questo patrimonio delle masse? Forse ci sarà chi inseguirà l’artista ferrarese per strada per aver osato tanto e chi lo abbraccerà per aver regalato un sorriso.
l’autore
Carrà, nato nel 1976 a ferrara e laureatosi nel 2003 in ingegneria civile, è tra gli artisti ferraresi che ha fatto più parlare di sé negli anni Duemila.
Dalle esposizioni in Italia agli exploit all’estero, il quarantenne ha dimostrato di volersi emancipare dalla tradizione a cui si è tenuto stretto sino a oggi. Si è stancato di identificarsi nel lascito dei grandi e progetta un orizzonte a mano libera, o meglio, a mente sgombra e di sua totale invenzione. —
Monica Bracardi
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