«Oggi si pensa più all’estetica che all’acustica La musica ci eleva, dobbiamo diffonderla»
Uto Ughi giovedì sera alla sala Estense di Ferrara: un concerto per promuovere i restauri consapevoli dei teatri chiusi o inagibili
l’intervista
Samuele Govoni
Uto Ughi, uno dei massimi esponenti della scuola violinistica italiana a livello mondiale, sarà a Ferrara giovedì sera nell’ambito del progetto “Teatr’in musica. Una voce per i teatri chiusi, inagibili, con restauri complessi” a cura di Letizia Caselli. La serata, promossa dal Salone internazionale del restauro, dei musei e delle imprese culturali e da Ferrara Fiere Congressi srl, è alla Sala Estense, in piazza Municipale, dalle 21.30, con ingresso gratuito fino a esaurimento posti.
Ughi, accompagnato al pianoforte da Alessandro Specchi, proporrà un concerto diviso in due parti. Nella prima il pubblico potrà ascoltare la Ciaccona in re minore per violino solo da Partita n. 2, Bwv 1004 di Johann Sebastian Bach e la Sonata per violino e pianoforte n. 5 in Fa maggiore, op. 24 di Ludwig Van Beethoven; nella seconda, invece, i due musicisti suoneranno l’Introduzione e Rondo capriccioso in la minore, op. 28 di Camille Saint-Saens e la Carmen Fantasy di Pablo de Sarasate.
Teatri chiusi e restauri complessi. Perché ha scelto di sostenere il progetto?
«Purtroppo oggi si pensa più all’estetica invece che all’acustica e certi teatri italiani vengono restaurati inconsapevolmente, da persone che non conoscono le regole della sonorità. In Italia abbiamo un patrimonio enorme ma, a volte, non ne comprendiamo il valore. In Giappone ci sono alcune delle migliori sale al mondo in cui suonare. Per loro la qualità del suono è fondamentale e conta molto più dell’estetica che pure è importante ma, non è l’aspetto principale».
Come vede il rapporto tra la musica e i giovani?
«La musica aiuta l’uomo a formarsi, ad elevarsi. La scuola dovrebbe essere più attenta alla musica che, invece, continua ad essere vista con superficialità. Nei programmi scolastici, dalle elementari all’università, la musica è marginale. Ritengo che ciò sia una grave carenza per gli studenti. L’anno scorso a Roma e a Venezia ho partecipato ad iniziative pensate appositamente per i giovani che a scuola non hanno la possibilità di approfondire le materie musicali. Ho intenzione di riprendere questo percorso perché credo sia importante».
A Ferrara sono numerose le iniziative, come concerti e guide all’ascolto, pensate apposta per gli studenti.
«Forse a Ferrara le cose vanno meglio perché ha avuto un maestro come Claudio Abbado che era attentissimo ai giovani e alla musica per tutti. È un dovere per la vostra città portare avanti l’eredità che lui ha lasciato. Negli anni e nei secoli gli artisti italiani hanno fatto scuola, hanno insegnato al mondo. Quando sono all’estero mi capita di sentire frasi come: “In Italia avevate una grande tradizione musicale”. Parlano al passato e mi dispiace. Dobbiamo fare in modo che si torni a parlare di noi al presente e per farlo bisogna concentrarsi sull’istruzione».
Che cosa significa per lei essere uno dei maggiori esponenti della scuola violinistica italiana?
«Significa rimanere fedele a me stesso e ad una mia vocazione. Significa non scendere a compromessi e non fare strani miscugli. Il mio non è un discorso elitario, non voglio snobbare altri generi musicali o artisti. Credo però in una linea, una coerenza. Se mi guardo indietro, agli anni che sono passati, posso dire di essere sempre rimasto fedele a me stesso e ne sono felice».
È violinista da tutta la vita. Studia ancora tanto?
«Senza uno studio giornaliero e capillare si perde quello che ciò che si è imparato. Nella musica non si acquisisce niente gratuitamente. Anche l’ascolto non deve mancare. Quando preparo i miei concerti mi piace ascoltare i brani dei grandi artisti del passato; non per imitarli, ma per trarre da loro ispirazione».
Che cosa rappresenta per lei la musica?
«La musica, come l’arte figurativa, è una sublimazione dell’essere umano. È un linguaggio dell’anima che si esprime attraverso i suoni e che va al di là delle barriere. del tempo e dello spazio». —
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