L’Italia per gli Oscar punta su “Il Traditore”
Il film di Bellocchio con Favino che interpreta Buscetta Il regista: io vecchio anarchico pacifista, ma pronto alla sfida
La coerenza è sempre stata cifra distintiva della personalità di Marco Bellocchio e così ieri, nell’enfasi patriottica che ha accompagnato la notizia della designazione agli Oscar del Traditore, il maestro non ha perso il suo stile: «Pur da vecchio anarchico pacifista e non violento - ha commentato - sento come un onore e una responsabilità rappresentare l’Italia in questa sfida».
Dopo aver ringraziato la commissione, si è rivolto ai concorrenti battuti: «Gli altri film erano altrettanto degni, ma è andata così. È una possibilità, una chiave per entrare nella grande gara. Non mi faccio illusioni, ma farò tutto il possibile per aiutare Il traditore in questo lungo cammino». Nella campagna per il lancio del film in Usa, Bellocchio avrà al suo fianco il protagonista Pierfrancesco Favino, sullo schermo un Tommaso Buscetta dolente e tormentato, inseguito dai suoi demoni, ma anche fermo nella volontà di disconoscere i valori a cui ha dedicato la prima parte della sua esistenza: «Provo un grande orgoglio, ma anche una bella responsabilità - dice l’attore -, e poi sono felice per Marco. Abbiamo un percorso da compiere insieme e ne sono felice, perchè stargli accanto è sempre bello».
La prossima tappa è il festival di New York: «Il film - osserva Favino - sta vivendo la sua storia internazionale già da qualche tempo. Nelle reazioni del pubblico straniero ho notato un misto di familiarità verso il genere e di sorpresa per il modo particolare con cui Bellocchio lo tratta. Nella sua accezione il mondo della mafia appare rarefatto, nel Traditore non c’è uso estremo della violenza e, quando c’è, si tratta di una violenza soprattutto emotiva, Bellocchio porta lo spettatore dentro famiglie di persone assetate di potere e denaro». In alcune sequenze il dialetto siciliano diventa protagonista e viene da chiedersi se il pubblico americano (che vedrà il film con i sottotitoli) riuscirà a cogliere certe sfumature: «In Cina e a Toronto - racconta Favino - gli spettatori reagivano con ilarità a certi passaggi. D’altra parte il problema delle sottigliezze linguistiche riguarda anche altri, penso, per esempio, all’argot del francese Les Misérables. Insomma, come altri film in lingua non inglese, Il traditore andrà spiegato».
Venduto in 70 Paesi, dopo aver incassato in Italia oltre 4 milioni di euro, il film sarà distribuito in Usa da Sony: «Quello di oggi - dichiara l’ad di Rai Cinema Paolo Del Brocco - è il primo passo di un percorso lungo e difficile, ma sono convinto che Il traditore abbia le gambe, l’originalità e la bellezza per arrivare al traguardo finale». Il presidente di Sony Picture Classics Michael Barker ricorda la standing ovation al Toronto Film Festival e aggiunge: «Anche la critica è entusiasta. È un inizio perfetto per quello che si annuncia come un grande successo in America. Il pubblico ama Il traditore e lo sta già definendo uno dei più grandi film di gangster». Il parere della commissione che ha votato per Bellocchio (composta da Roberto Andò, Laura Bispuri, Stefano Della Casa, Daniel Frigo, Gianni Quaranta, Mario Turetta, Alessandro Usai, Anne- Sophie Vanhollebeke, Alessandra Vitali) rappresenta la prima vittoria in un cammino che si chiude il 13 gennaio, con l’annuncio delle nomination. La notte delle stelle è fissata per il 9 febbraio e, fino a quel giorno, Il traditore avrà tutto il tempo per far brillare il suo fascino. —
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