La Nuova Ferrara

il direttore artistico 

Equilibrio fra tradizione e novità «Diamo spazio a nuovi sguardi»

S.G.

Pedroni presenta il cartellone che verrà aperto da Paiato «I classici sono sempre attuali ma è bello vedere  come vi si approcciano i registi»

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La stagione di prosa al Teatro Comunale Abbado ogni anno rappresenta una sfida. Riuscire a mescolare tradizione, contemporaneità, grandi nomi e giovani compagnie non è semplice. È un gioco di incastri e Marino Pedroni, il direttore artistico, lo sa bene. Quella alle porte è la nona stagione da lui curata ma, esperienza a parte, il rischio è sempre alto. «È tutto un equilibrio molto difficile, soprattutto da quando è cambiata la topografia teatrale della città. Fino a dieci anni fa – racconta Pedroni –, c’eravamo praticamente solo noi e c’era “più libertà di movimento”. Ora con il Nuovo, che fa un lavoro egregio, l’Off che propone spettacoli interessanti e Occhiobello che ha un cartellone di tutto rispetto, si son ridefiniti i ruoli. Il nostro è quello di creare un asse fra tradizione e nuovi sguardi, dando uno spazio a nuove compagnie che, a volte, faticano ad esprimersi».

la stagione

Gli spettacoli che compongono la stagione di prosa 2019-2020, pur essendo diversi per protagonisti, spettacoli e temi, hanno un filo conduttore comune: sono tutti testi “problematici”, che smuovono qualcosa dentro e mettono lo spettatore davanti alla vita. «Cerchiamo sempre di contaminare la tradizione con nuovi sguardi, nuove letture. I classici sono classici e, in quanto tali, sempre attuali ma è interessante vedere come compagnie e registi si approcciano ad autori quali Brecht o Shakespeare».

Accanto alle giovani compagnie saliranno sul palco dell’Abbado nomi come Gifuni, Orlando, Preziosi, Battiston e Poretti. Senza dimenticare Anna Maria Paiato, la quale aprirà la stagione tra un paio di settimane.

LA MOSTRA

Il 19 ottobre verrà inaugurata una mostra con gli scatti di Marco Caselli Nirmal dedicata a Pina Bausch. «Esporremo alcuni delle immagini più belle legate alla celebre artista scomparsa dieci anni fa e al teatro danza. Sarà un bel modo per omaggiare una grandissima coreografa che tanto ha dato al teatro». —

S.G.

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