La Nuova Ferrara

Lascia il papà dell’Enigma «Trent’anni molto ricchi Ma ora spazio ai giovani»

Davide Bonesi

Cambio al timone del locale di via Arianuova a Ferrara: è finita la gestione di Michele Moretti «Ora in questo settore è tutto molto più difficile e la colpa è soprattutto dell’abusivismo» 

4 MINUTI DI LETTURA





l’intervista



«Il fatto è che ho 66 anni e da 30 gestisco discoteche, per cui mi sono detto che era giunto il momento di staccare. In realtà questa decisione l’avevo già presa qualche tempo fa, ma dovevo trovare qualcuno di veramente affidabile a cui cedere l’attività. Ebbene, adesso ho trovato tre bravi ragazzi, per cui me ne posso andare in pensione più tranquillo». A parlare è Michele Moretti, per tre decenni gestore della discoteca College di via Arianuova (nata come Enigma), impegno raddoppiato per una quindicina d’anni con il Pomodoro in via Padova, sempre a Ferrara.

Ora Moretti lascia la gestione del locale in centro città, ma non esce da questo mondo, mantenendo infatti l’incarico di vicepresidente nazionale del Silb, il sindacato italiano locali da ballo.

Ed eccoci a parlare di un’avventura finita, tanto bella quanto dispendiosa.

«Assolutamente - risponde Moretti -, bisogna capire quando è il momento di lasciare. Fosse stato per me avrei lasciato già da un po’, da quando ho deciso di chiudere il Pomodoro ma, ripeto, servivano le persone giuste. Ebbene, Gian Domenico, Matteo e Stefano (Amato, Monti e Pini, ndr) lo sono. Anzi, sono fin troppo bravi, per restare in questo mondo bisognare avere più pelo sullo stomaco. Li conosco da 7 anni, sono giovani e hanno voglia di fare, io no. Insomma, ho già dato: ora la gestione del locale è totalmente loro ma per il primo anno sarà al loro fianco, diciamo come tutor. Finché sentono di averne bisogno li aiuterò volentieri».

Quante cose sono cambiate in questi 30 anni.

«Partiamo da una premessa: tutti e da sempre criticano le discoteche, ma se c’è un locale sicuro oggi è proprio la discoteca, non certo i bar lungo la strada, dove i ragazzini vanno perché trovano da bere a prezzi inferiori. Negli ultimi 15 anni poi le cose sono cambiate radicalmente, i giovani di sera nel week end si trasformano, danno sfogo a troppe cose e l’alcol è diventato una vera e propria piaga. A questo bisogna aggiungere l’eccessiva offerta alternativa, in particolar modo di locali abusivi: in fondo a un bar basta un altoparlante e superalcolici a prezzi bassi per attirare giovani».

Facciamo un piccolo passo indietro, anno 1990.

«Lo ricordo bene, tutto è partito dall’Enigma in via Arianuova, il locale dei “cittadini”. Le cose andavano talmente bene che dal 2002 fino al 2017 abbiamo dato vita anche al Pomodoro, per i tempi un locale assolutamente di qualità, forse troppa. Nel senso che una discoteca abbinata a ristorante dove cenare e divertirti a prezzi ragionevoli aveva bisogno di un bacino d’utenza maggiore. Provate a immaginare oggi cosa spendereste per fare queste due cose nello stesso posto, ovviamente con una cucina che sia di qualità: non è più sostenibile. E, inoltre, diciamo che le persone dai 30 ai 50 anni prima uscivano molto di più di oggi».

«E aggiungo un altro aspetto importante - dice Moretti -: in tutti i Paesi del mondo la discoteca è vista come un’attrazione turistica, un luogo necessario per il divertimento. Invece, in Italia il turista cerca questi locali, ma ne trova sempre meno».

Ora avrà più tempo per rappresentare i nostri locali nel sindacato nazionale.

«Come in tutti gli enti il vicepresidente di fatto ha molto più lavoro del presidente, appena ho comunicato il mio ritiro dall’attività mi hanno appioppato nuove deleghe... Certo, l’attività è tutt’altro che semplice, perché la crisi dei locali non c’è solo a Ferrara, ma è un problema di riconoscimento. Faccio un esempio, muoviamo gli stessi soldi dell’agricoltura e solo come Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi, ndr) abbiamo 240mila associati fra cinema, locali notturni e ristoranti, il ché significa almeno mezzo milioni di posti di lavoro e non siamo l’unica sigla... Eppure non si dica che a livello politico noi riscuotiamo lo stesso interesse del mondo agricolo. Poi su questi temi la partecipazione in generale è ridotta, è difficile portare avanti delle battaglie tutti assieme».

Poi negli ultimi anni è aumentato il problema legato alla sicurezza, non solo l’alcol fra i giovanissimi ma anche il fenomeno spray...

«Parto da una premessa: è fondamentale la coscienza del gestore, su questo non si può speculare. E come in tutte le famiglie c’è qualcuno meno serio di altri e dunque se si sottovaluta la sicurezza possono accadere tragedie (chiaro riferimento a Corinaldo, ndr). È altrettanto chiaro che qualcosa può sempre scappare, ma al College in 30 anni sono entrate 2.500.000 persone ed episodi eclatanti non ne sono accaduti. E se parliamo di persone che hanno spruzzato spray al peperoncino, vorrei ricordare che un paio di volte è accaduto da noi, ma tutto si è risolto nel migliore dei modi, con la gente uscita tranquillamente dal locale. È importante investire nella sicurezza».

«Certo - conclude Moretti -, tutte queste situazioni, i cambiamenti avvenuti in particolare negli ultimi anni, si vanno ad accumulare alle altre problematiche di cui parlavo prima e ovviamente anche alla carta d’identità. Insomma, la voglia è un po’ passata e sono contento di avere trovato le persone giuste per farmi da parte». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google