La Nuova Ferrara

Internazionale fa 13 e si tinge di verde Nell’anno di Greta svetta l’ecologia

Fabio Terminali
Internazionale fa 13 e si tinge di verde Nell’anno di Greta svetta l’ecologia

Da domani a domenica torna la rassegna, prima edizione con il centrodestra al governo della città

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E sono tredici. Per qualcuno è un numero simbolo di disarmonia, rottura degli equilibri, incertezza. Eppure il festival di Internazionale è ancora qua per la 13ª edizione, più forte della svolta politica (quella sì reale) con l’avvento del centrodestra al governo di Ferrara.

Presentando il programma in municipio, il sindaco Alan Fabbri e il vicedirettore della rivista Chiara Nielsen si stringono forte la mano. «Avevamo espresso l’esigenza, preparando i contenuti, di indipendenza editoriale e il sindaco ci ha rassicurato», dice lei. Lui conferma, affiancato dagli assessori Gulinelli e Fornasini, «questo festival ci riempe d’orgoglio, è un evento importantissimo che ci mette sotto i riflettori non solo locali e che dà un indotto economico rilevante. Una festa della cultura e dell’intelligenza, motivo di pluralismo».

E così, da domani a domenica, torna la manifestazione che allinea 250 ospiti in arrivo da 38 nazioni, per 122 incontri e 250 ore di programmazione.

temi e protagonisti

Il filo conduttore è verde, il colore «del tema dell’emergenza climatica delineato in tutte le salse», spiega la Nielsen. Dalla cerimonia inaugurale (domani alle 10 al cinema Apollo) con la consegna del premio Politkovskaja alla giornalista nigeriana Augustina Armstrong-Ogbonna, protagonista di scottanti inchieste sui temi ambientali, fino al dibattito di chiusura (domenica alle 16.30 al Teatro Comunale) che vedrà protagonisti alcuni giovani organizzatori delle mobilitazioni degli ultimi mesi.

In mezzo tantissimo altro, analizzando i teatri delle crisi internazionali (tra l’altro Afghanistan, Hong Kong e Siria), il fronte europeo, i temi dell’economia e del lavoro, dell’informazione e dei diritti, con un’attenzione particolare rivolta a quelli delle donne, che saranno quasi la metà degli ospiti previsti.

Il programma come di consueto è amplissimo, qui si può accennare solo a qualche protagonista. Come Monica Benicio, compagna dell’attivista brasiliana Marielle Franco, assassinata a marzo 2018; l’economista Shoshana Zuboff, critica del capitalismo delle piattaforme tecnologiche, argomento affrontato anche dal segretario della Cgil Maurizio Landini e dal giornalista britannico Paul Mason; senza dimenticare il concerto del sabato sera in piazza Municipale del cantautore italiano Diodato.

Perché il festival non è solo dibattiti, ma anche musica, proiezioni cinematografiche, mostre e letteratura.

SEMPRE PIÙ RADICATO

La macchina organizzativa è curata dall’Arci e dalla costola If: 177 i volontari, tra cui 90 ragazzi degli istituti Bachelet, Carducci e dei licei Ariosto e Roiti, scuole toccate da 7 incontri. Le location in totale saranno 27, al debutto il Meis e la biblioteca per ragazzi a Casa Niccolini, parte di un festival parallelo dedicato ai più piccoli.

Nel 2018 le presenze furono 79mila e si conta almeno di bissare: il ritorno economico c’è eccome, l’organizzazione ha convenzioni con 16 ristoranti, 267 le stanze d’albergo prenotate per i relatori, in arrivo con 59 voli e 99 treni. Il festival toccherà anche Portomaggiore e Vigarano (in conferenza c’era anche il sindaco e presidente della Provincia Paron). Confermate partnership con Camera di Commercio, Fondazione Teatro, Unife, Cidas, Cgil, Cna, Medici senza Frontiere, World Press Photo, Bonifiche Ferraresi, Cso e Alce Nero.

STASERA l’ANTEPRIMA

Si inizia già stasera al cinema Boldini (ore 20.30) con “Meeting Gorbachev”, film con un faccia a faccia tra Werner Herzog e l’ultimo presidente sovietico che racconta la propria vita. —



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