La Nuova Ferrara

polemiche e propaganda 

Sacro e profano: crocifisso e rosari La politica riscopre i simboli religiosi

Gian Pietro Zerbini
Sacro e profano: crocifisso e rosari La politica riscopre i simboli religiosi

Il dialogo tra il politologo Roy e mons. Perego in una città come Ferrara che vede la Lega al governo e una Chiesa missionaria

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In principio c’erano i primi cristiani, uniti e misericordiosi. Senza bisogno di alcun segno distintivo se non il loro battesimo, si facevano persino uccide piuttosto che rinnegare la loro grande fede. Poi vennero i crociati che in nome di Cristo e con il simbolo apposto sul petto imponevano con la spada la supremazia cristiana sugli infedeli. In tempi più recenti, subito dopo la guerra, spunta lo scudocrociato, l’emblema della Democrazia Cristiana, il partito baluardo contro il comunismo, che ha governato l’Italia per quasi mezzo secolo. Caduto il comunismo nei Paesi dell’Est si è sfaldata anche la Dc e per un po’ il simbolo della croce non è entrato in politica.

Il ritorno

A portarlo in auge di recente è stato Matteo Salvini, il leader della Lega, che spesso durante i comizi esibisce il rosario, come emblema della tradizione e dell’identità cristiana, minacciata dall’ondata extracomunitaria. La spinta leghista ha portato alla ribalta un rinnovato zelo soprattutto nella cultura del crocifisso da appendere nelle scuole. Lo scorso mese proprio a Ferrara, tre consiglieri comunali di centrodestra si sono resi protagonisti di una singolare iniziativa. Si sono offerti volontariamente di andare ad affiggere i crocifissi, comprati dal Comune, nella aule scolastiche degli edifici di proprietà dell’amministrazione. Il crocifisso è tornato quindi a pieno titolo a far discutere sul piano politico: da una parte i fautori della tradizione, dall’altra quelli che reputano questa simbologia come propaganda e non come un atto di fede. La diocesi di Ferrara per voce del suo arcivescovo Gian Carlo Perego ha voluto chiarire certi aspetti riguardanti il crocifisso e la scelta dell’amministrazione comunale di affiggerlo nelle aule scolastiche.

«Il crocifisso - ha precisato Perego - prima che un simbolo di identità culturale e religiosa, è la realizzazione concreta dell’amore di Cristo per tutti gli uomini - a partire dagli ultimi - e attende da ciascuno una risposta coerente con ciò che propone. Speriamo che questa iniziativa ci inviti a ricordare il dono della vita di Cristo per noi e per i “crocifissi viventi” di oggi». Iniziativa che deve essere coerente nei fatti, con Perego che ha voluto porre l’accento non solo sull’aspetto simbolico ma soprattutto sul valore evangelico del crocifisso con un chiaro riferimento a chi muore in terra e in mare.

Il ministro

Ma a mettere d’accordo i leghisti e i vescovi sul crocifisso, negli ultimi giorni ci ha pensato il ministro della pubblica istruzione Lorenzo Fieramonti che ha proposto di toglierli dalle scuole.

Nel confronto che oggi Internazionale propone su sacro e profano e simboli religiosi al Teatro Nuovo con il politologo Olivier Roy che dialoga con monsignor Perego, c’è molta carne al fuoco. Politica e fede, tra pro e contro . —



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